UCRAINA. Kiev nella bufera per il falso omicidio Babchenko

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Kiev si è trovata nell’occhio del ciclone politico diplomatico per aver organizzato il falso omicidio di Arkady Babchenko. La Russia ha negato le accuse dell’Ucraina, mentre alcune organizzazioni hanno criticato Kiev per il tipo di inganno usato, di cui l’Ucraina accusa regolarmente la Russia.

Stando a Reuters, la credibilità dell’Ucraina dipende dal sostegno finanziario dell’Occidente e dalle sanzioni imposte a Mosca per l’annessione della Crimea nel 2014 e per il conflitto nel Donbass. Il procuratore generale Yuriy Lutsenko, uno dei pochi funzionari ucraini a conoscere in anticipo l’operazione, ha informato gli ambasciatori degli Stati Uniti, dell’Unione europea e di altri paesi. In una dichiarazione successiva alla riunione, Lutsenko ha affermato che creare un finto omicidio era necessario perché ha consentito agli investigatori ucraini di ottenere maggiori informazioni sull’elenco delle persone prese di mira e su chi avesse ordinato l’omicidio; «L’indagine ha portato ad un elenco di 47 (!) persone che avrebbero potuto essere le prossime vittime dei terroristi», ha scritto su Facebook. Non ha fornito alcun nome, ma ha detto che l’elenco comprendeva importanti giornalisti ucraini e russi. L’indagine ha anche raccolto importanti prove che collegano le eliminazioni ai servizi segreti russi, ha detto Lutsenko.

Il finto omicidio ha suscitato critiche da parte dei media e dei commentatori all’estero, che si sono chiesti se l’omicidio e le sue conseguenze e le accuse alla Russia avessero minato la credibilità di Kiev e fatto al Cremlino un regalo in termini di propaganda. Un alto funzionario dell’Unione europea in Ucraina ha affermato che l’omicidio falso potrebbe minare la fiducia in Kiev, se il governo non presentasse rapidamente le prove di ciò che sostiene e dei legami del piano che vede coinvolta la Russia. Un indicatore sarà il vertice Ue-Ucraina che si terrà il 9 luglio a Bruxelles, in cui il presidente Petro Poroshenko dovrà dimostrare, se non prima, le prove del coinvolgimento russo. 

Anna Lotti