Khodorkovsky a Donetsk

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UCRAINA – Donetsk. 28/04/14. Mikhail Khodorkovsky, domenica ha visitato la regione del Donetsk, dove ha incontrato: l’oligarca Rinat Akhmetov, il governatore della regione di Donetsk, Sergei Taruta e il capo del governo ad interim auto-proclamato della “Repubblica Popolare di Donetsk” Denis Pushilin.

Le sue conclusioni sono che nessuno degli attori della protesta vuole la guerra, né tantomeno vogliono separarsi dall’Ucraina. Tutti vogliono migliori condizioni di vita e una nuova stabilità economica e politica. Fonte Rbc.ru.


L’ex-proprietario della Yukos ha detto che Akhmetov e Taruta non vogliono annettersi alla federazione russa, e che Vladimir Putin deve aprire gli occhi di fronte alla situazione reale nel vicino “occidente”: gli oppositori, Banderivtsy, non sono fascisti il paese non lo è.

A Donetsk, Mikhail Khodorkovsky ha soggiornato presso l’hotel “Donbass Palace” dove ha incontrato i protagonisti della rivolta. Alle 01:00 Khodorkovsky lasciato l’albergo in compagnia di scienziato politico, Dmitry Oreshkin e la giornalista Yulia Latynina. La folla non ha accolto l’ex imprenditore russo, qualcuno lo ha invitato a fare rientro nella sua patria. 

Pushilin accettato l’invito subito dopo una manifestazione a sostegno del referendum sulla Piazza Lenin, dove il primo ministro DNR ha implorato i manifestanti (circa cinquemila persone) a «resistere fino alla fine», e in ogni caso ha chiesto loro di non guardare «la propaganda televisiva sull’Ucraina». Pushilin, dopo l’incontro con l’ex numero uno della Yukos, accompagnato dalle guardie della “Milizia del Popolo” si è seduto in una jeep nera e si è allontanato. Dopo Pushilin è arrivato l’oligarca Rinat Akhmetov, e poi il governatore della regione di Donetsk, Sergey Taruta.

Khodorkovsky in seguito ha commentato gli incontri: «Ho avuto l’impressione che entrambi (Akhmetov e Taruta) hanno posizioni simili, vogliono Donbass all’interno dell’Ucraina. Capiscono la situazione, ma senza una posizione netta da parte della società civile limitato le loro manovre». 

Rispondendo alla domanda di un giornalista della RBC su Denis Pushilin, Khodorkovsky lo ha definito «un uomo rispettato». L’oligarca caduto in disgrazia era contento che Pushilin avesse accettato l’incontro: «Sono grato per questo costruttivismo. Ciò significa che le persone fondamentalmente vogliono aprire un dialogo». Alle 03:00 nel centro d’arte “Isolation” Khodorkovsky ha iniziato l’incontro con i rappresentanti dei movimenti sociali e i giornalisti a Donetsk. L’ex CEO di Yukos ha detto che egli considera inaccettabili le posizione di Putin sull’Ucraina. Quando gli è stato chiesto se tutti in Russia credono che in Donbass «si dovrebbero introdurre le truppe russe», Khodorkovsky ha detto: «Non è così, in Russia vi sono più posizioni su questo tema, posizioni che dovrebbero essere una chiave di lettura per il Presidente Putin. Egli dovrebbe tener conto delle posizioni della società civile prima di agire». Di certo secondo Khodorkovsky, la Russia si sente in “dovere di fare qualcosa”, ma secondo l’ex petroliere, non necessariamente la guerra. «Ho visto tutto con i miei occhi e ho fatto quello che potevo fare. Nessuno risolverà per voi questo problema. – ha detto ai giornalisti – Sono ancora un cittadino della Russia. Tutto quello che faccio, lo faccio per il bene della Russia». I giornalisti di Donetsk gli hanno chiesto poi un parere sulla questione del sequestro degli inviati OSCE nella regione di Slovyansk. L’ex Ceo ha detto: «È un fatto estremamente negativo. Mi sono imbattuto nei sequestri durante le guerre cecene in Russia ed è stato disgustoso. È moralmente un fatto inaccettabile». Tuttavia, Khodorkovsky ha detto che è necessario capire esattamente chi ha catturato gli inviati OSCE: «Se sono stati i soldati o se invece sono stati dei civili, in questo ultimo caso sarebbe una cosa assolutamente inaccettabile».

Giudicate pessime anche le scelte di nuove sanzioni da parte degli Stati Uniti e Europa verso la Russia: «A breve termine, le sanzioni non spaventano. Ma il presidente Putin dovrebbe vederle nel lungo periodo perché avranno certamente un innegabile influsso sull’ economia russa». 

http://top.rbc.ru/politics/27/04/2014/920765.shtml