UCRAINA. I passaporti russi del Donbas sono come quelli nazisti

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L’Ucraina ha annunciato l’8 maggio che non riconoscerà i passaporti russi rilasciati ai cittadini ucraini nei territori occupati dai ribelli sostenuti dal Cremlino, paragonandoli ai documenti di identità nazisti.

«Questi passaporti saranno considerati illegali», ha detto il primo ministro Volodymyr Groysman alla riunione del governo, rito Afp. «Non riconosceremo mai alcuna cittadinanza rilasciata da uno Stato aggressore. È come la Germania nazista che rilasciava Ausweis (documento di identità) per certe persone», ha aggiunto Groysman.

Gli ucraini con passaporto russo non saranno in grado di attraversare il confine di stato e utilizzarli sul territorio dell’Ucraina. La stessa regola si applicherà ai russi che hanno ricevuto i loro passaporti nei centri che rilasciano documenti ai residenti delle repubbliche separatiste, ha avvertito Groysman.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha risposto nello stesso giorno che la Russia «continuerà a rilasciare passaporti a quei cittadini che li vogliono e che rientrano nel decreto presidenziale» che Vladimir Putin ha firmato lo scorso aprile.

Il decreto ha reso più facile per le persone che vivono nei territori separatisti dell’Ucraina orientale ottenere i passaporti russi, attirandosi una rapida condanna da Kiev e dai suoi alleati occidentali. A dicembre 2018, il presidente russo aveva firmato una legge che conferisce al capo di Stato il diritto di determinare le categorie di stranieri che possono ottenere la cittadinanza russa in modo semplificato per scopi umanitari. Il ministero degli Interni ha detto che questo interesserà principalmente i residenti del sud-est dell’Ucraina. Attualmente in Russia ci sono più di un milione di persone provenienti da questa regione. Hanno diversi documenti: brevetti di lavoro, permessi di soggiorno, permessi di soggiorno temporanei. Hanno ottenuto l’asilo temporaneo o sono rifugiati e si tratta di 77.000 persone.

Putin ha anche detto recentemente che ucraini e russi sono «un popolo solo» e beneficeranno della cittadinanza comune come «nazioni fraterne». Il conflitto tra il governo di Kiev e i ribelli separatisti è iniziato dopo che Mosca ha annesso la penisola Crimea dell’Ucraina nel 2014. La guerra ha mietuto circa 13.000 vittime.

Anna Lotti