I costi della guerra in Ucraina

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UCRAINA – Kiev. 31/05/2014. Izvestia ha pubblicato i costi delle operazioni militari nel sud-est dell’Ucraina.

Secondo il giornale, un giorno di operazioni militare da parte delle forze di sicurezza ucraine nel sud-est del paese costa circa 3 milioni di dollari. La testata cita degli esperti, «Kiev ha già speso più di 147 milioni dollari (1,7 miliardi di grivnia), quasi la metà del bilancio annuale di Donetsk (per il 2014 era stato previsto di 4 miliardi di grivna)». Gli analisti militari dicono che se le forze di sicurezza ucraine continuano ad usare armi pesanti, il costo totale della guerra, tenendo conto della distruzione di edifici e infrastrutture aumenterà di dieci volte.
Ma vediamo nel dettaglio come sono stati calcolati i costi: la cosiddetta operazione anti-terrorismo è stata autorizzata dalle autorità di Kiev il 15 aprile 2014. Secondo gli esperti, nelle operazioni militari contro le milizie di Donetsk e Lugansk, sarebbero stati impegate la 95esima, 79esima e la 25esima brigata mobile, la 24esima, 51esima, 30esima Brigata Motorizzata Fucilieri, così come le unità della Guardia Nazionale (le ex truppe degli Interni). Inoltre, accanto ad esse sono presenti le forze speciali volontarie di “Donbass”, “Dnepr-1”, “Dnepr-2”, “Azov”, sponsorizzate dagli oligarchi ucraini che avrebbero speso 22 milioni di dollari per il vettovagliamento del personale e la manutenzione di mezzi e armi.
Secondo il ministero degli Esteri russo, il numero totale dei soldati ucraini dislocati nel sud-est del paese dalla fine di aprile, ammonta a 11mila uomini; cui si aggiungono 160 carri armati, 230 veicoli corazzati da trasporto del personale, non meno di 150 sistemi di artiglieria, e l’aviazione.
Tuttavia, gli esperti ritengono che il numero di soldati coinvolti nell’operazione anti-terrorismo (Ato), possa essere molto più alto. Ad esempio, il ministro della Difesa del Dnr, Igor Gunmen, ha dichiarato che Ato impiega circa 20 mila persone, di cui 5000 dislocate a Sloviansk; un esperto militare ucraino, Vyacheslav Tseluyko, ritiene che il numero di truppe impegnate nelle operazioni possa superare di gran lunga questa cifra: «Il fatto è che non esiste una zona di confine chiara su cui agisce l’operazione anti-terrorismo» ha riferito Tseluyko a Izvestia. «Terminati i combattimenti, si prosegue con il rafforzamento della posizione del confine russo-ucraino. A cui segue anche una riduzione delle truppe. La dimensione delle unità non può comunque superare le 25 mila persone».
Secondo una non specificata fonte di Izvestia nel Ministero della Difesa, lo stipendio ordinario per i soldati ucraini è ufficialmente di 30 grivna, o 2,5 dollari. Sale a 100 grivna quella degli ufficiali, 8,3 dollari. Calcolatrice alla mano, secondo la testata, la mera presenza ucraina delle forze di sicurezza nella zona di combattimento di Kiev, è costata circa 600 mila grivna, o 50 mila dollari al giorno; fino ad oggi avrebbero speso, per soldati e ufficiali, circa 2,25 milioni di dollari, senza calcolare il costo del vitto (circa 50 grivna, o 4.1 dollari). In media, i militari in ucraina guadagnano circa 2.400 grivna, o 200 dollari al mese. Sostanzialmente alle truppe Ato dovrebbero essere destinati 3,6 milioni di dollari.
Sul fronte ucraino, però dall’inizio delle operazioni militari la situazione er a ben diversa: l’esercito regolare ucraino non ha fondi nemmeno per l’acquisto di giubbotti antiproiettile; sul fronte opposto, quello per l’indipendenza, è iniziata una raccolta fondi per le forze armate. In televisione, anche nel bel mezzo degli eventi in Crimea, in tv girava uno spot che sollecitava la raccolta di fondi per l’esercito ucraino. Secondo lo spot, non c’erano aerei e veicoli corazzati. La raccolta dovrebbe aver fruttato circa 122 milioni di grivna, o 10,1 milioni di dollari; ma come saranno spesi quei soldi non si sa ancora, dice Tseluyko.
A intervenire nel conflitto ucraino, poi, ci sono anche gli eserciti privati. Il responsabile del laboratorio “Economia di guerra” dell’Istituto per l’economia in transizione, Vitaly Tsymbal, ricorda che oltre alle truppe regolari nel conflitto sono impiegati gli eserciti privati dei miliardari di Maidan: Kolomoyskogo e Akhmetov che usano compagnie militari private europee e statunitensi.
«Al contrario delle forze regolari, i nuovi “soldati di ventura” non solo guadagnano di più, ma sono anche meglio equipaggiati», dice l’esperto «Si può dire che in genere vivono con il “cioccolato”», facendo riferimento al neo presidente ucraino. Lo sponsor principale dei “reggimenti di volontari” è il proprietario della banca “Private”, governatore della regione di Dnepropetrovsk, Igor Kolomoisky. Con la sua sponsorizzazione diretta nella regione sono stati creati due battaglioni: “Dnepr-1” e “Dnepr-2”, e due battaglioni di difesa territoriale per un totale di circa tremila persone.
Formalmente, questi battaglioni sono la spina dorsale delle forze del “Right sector”: «Queste unità sono completamente indipendenti» scrive Izvestia, riprendendo i rappresentanti della Repubblica Popolare di Donetsk (Dni). «I loro combattenti non risparmiano nessuno e commettono crimini atroci. I combattenti di Kolomoyskogo sono quelli che hanno bruciano gli edifici governativi, dove dentro c’ero i manifestanti nella città di regione di Donetsk. Hanno anche minacciato esecuzioni in massa, costretto ad andare all’attacco soldati dell’esercito ucraino che si rifiutano di combattere contro la gente», dicono i militanti delle repubbliche del Donbass. «Gli “operatori privati” hanno un salario elevato per gli standard ucraini – circa 500 grivna al giorno, o 40 dollari al giorno; mentre ad esempio: un medico qualificato in Ucraina guadagna al giorno circa 100 grivna, o 8,3 dollari».
Kolomoysky stesso ha ammesso in un’intervista con i media che solo i salari “dei suoi” soldati gli costano più di 10 milioni di dollari al mese, quindi in un mese e mezzo l’oligarca ha già speso 15 milioni dollari. Forbes stima che la ricchezza di Kolomoysky arrivi a 3,6 miliardi di dollari.
Oltre ai “soldati di ventura” locali, secondo i governanti del Dnr, partecipano al conflitto anche 250 mercenari stranieri. «Abbiamo informazioni che Karachun» (una montagna vicino a Slaviansk) è protetta da una milizia di una società privata polacca» ha più volte affermato il ministro della Difesa del Dnr Igor Strelkov.
Oltre i polacchi, secondo il Dnr, contro le milizie del sud-est stanno combattendo compagnie militari private (Pmc) degli Stati Uniti, con costi molto diversi. Secondo Vitaly Tsymbal, comunque i mercenari ricevono sempre più soldi dei soldati regolari.
Tsymbal ha riferito che non esistono standard salariani ufficiali per i “soldati di ventura”. Di regola, lo stipendio dipende dal livello della vita della regione in cui svolgono le loro operazioni. Secondo gli esperti, lo stipendio dei mercenari stranieri nel sud-est dell’Ucraina parte da 10.000 dollari.
Le milizie nel Dnr, non hanno questi stipendi. Sempre secondo il ministro della Difesa del Dnr, Igor Strelkov, è un problema molto grave perché, nonostante il fatto che le milizie locali siano equipaggiate e vettovagliate, le loro famiglie a casa sono senza denaro. Nella Repubblica Popolare di Lugansk (Lc), Valery Bolotoff, il governatore autoproclamato, ha emanato da fine settimana una norma secondo cui gli imprenditori sono tenuti a mantenere i posti di lavoro per gli appartenenti alla milizia, e devono pagare loro lo stipendio pieno. Il mancato rispetto dell’ordine sarà considerato sabotaggio e tradimento. Lo stipendio medio nella regione di Lugansk nel 2013 era 3345 grivna, o 278 dollari. Secondo le forze dell’ordine ucraine, le milizie che combattono nel Dnr e nel Lc oscillano tra le 3 e le 5 mila persone.
Tra i costi più alti della guerra ci sarebbero le spese per munizioni e armi. Secondo il capo del Center for Strategic and Technological Defence, Ruslan Pukhov, tutti in Ucraina utilizzano armi prodotte alla fine degli anni Ottanta. Le munizioni per lo più erano quelle della ex Urss che l’Ucraina ha ricevuto “in dote” e non ha mai pagato; costano molto i mezzi come gli elicotteri Mi-8, utilizzati dalla forza aerea ucraina, il cui valore può variare da 200mila dollari a 5 milioni di dollari, a seconda dell’usura. La milizia è riuscita ad abbattere quattro di queste macchine; nel caso in cui vengano sostituite, lo saranno con nuovi mezzi, il cui valore è di circa 20 milioni di dollari.
Accanto ai Mi-28, la milizia ha anche abbattuto tre elicotteri d’attacco Mi-24; il costo delle versioni più moderne di queste macchine varia da 20 milioni a 22 milioni di dollari.
L’analista militare ucraino, Vyacheslav Potseluyko, sostiene che la forza aerea ucraina utilizza elicotteri e altri mezzi diversi.
Un’ora di volo di elicottero ha un costo medio di 800 dollari. Secondo i militanti del Dnr, alle operazioni hanno partecipato almeno 20 elicotteri. E quindi sono stati bruciati in combustibile, 360 mila dollari. Inoltre, il 26 maggio durante gli scontri a Donetsk, l’Ucraina ha mandato in ricognizione un caccia. Un’ora di volo di una cannoniera volante (nel cielo sopra la capitale del Donbass ve ne erano tre) è 5.000 dollari. Testimoni oculari ripresi dalla milizie locali, sostengono che i caccia hanno volato per circa un’ora, sparando razzi sull’aeroporto di Donetsk.
Durante le ostilità l’esercito ucraino ha perso più di 30 veicoli blindati, dai T-64 in poi. Il costo per l’acquisto di “sessantaquattro” nuovi mezzi è di 1,5 milioni di dollari, Bmp e prezzo Btr – a partire da 800 milioni di dollari. 1,5 milioni di dollari è invece, il costo totale del carburante per camion e dei veicoli blindati usati dalla Ato, secondo gli esperti, ed è paragonabile al costo del carburante per gli elicotteri, cioè più di 350 mila dollari.
Sulla base dei prezzi correnti sul mercato mondiale delle armi, il costo di un proiettile di artiglieria è di circa 150mila dollari, 30 dollari per le granate, 8 euro per i colpi di mortaio. Per le posizioni di tiro e i posti di blocco vengono usati mortai, artiglieria e armi da fuoco automatiche.
Per oltre 30 giorni si è combattuto a Sloviansk, ogni notte per circa 5/6 ore per un costo, secondo i filo russi, di 10-15 mila dollari a notte. La milizia combatte con fucili rubati dall’arsenale militare ucraino: per lo più obsoleti AK-47 e AKM-74. Le milizie avrebbero intercettato anche diversi Bmp. Tra le armi rubate vi sarebbero anche howitzer Msta-S. Secondo gli esperti è più difficile valutare i costi delle milizie in servizio.
Il bilancio di Kiev esente dai costi medici, dagli indennizzi per i militari morti, dai costi degli edifici distrutti, e dal supporto logistico per le perdite è di 1.7 miliari di grivna, circa 147milioni di dollari, in 45 giorni.
Secondo uno dei maggiori esperti politici ucraini Dmitry Abzalov se l’opposizione nel sud-est dell’Ucraina continuasse, il paese perderà decine di miliardi di dollari al mese. Non solo con gli impianti siderurgici fermi c’è un costo da pagare di decine di milioni di dollari, e «se l’esercito attaccherà con artiglieria pesante e aerei, i danni alle infrastrutture della regione, ammonteranno a centinaia di miliardi di dollari», dice Abzalov.