Donetsk soldi in cambio della fedeltà a Kiev

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UCRAINA – Donetsk. 28/03/14. Donetsk è la regione che al momento fa più gola alla Russia, e ancora, è la regione più osservata, anche militarmente dall’UE e dalla Nato.

Negli ultimi giorni entrata di forza nelle cronache dei giornali ucraini e dell'”Est” per via delle dichiarazioni del suo governatore. A fare il punto della situazione sulla regione ci ha pensato dalle colonne dell’IA REGNUM, l’economista Yuri Makogon secondo cui: «I dati economici della regione sono molto illuminanti, Donetsk rappresenta oltre il 4% del paese, l’11% della popolazione; l’economia della regione produce il 20% dei suoi prodotti, anche in queste condizioni difficili. Questi i dati di febbraio 2014. La regione rappresenta circa il 16% del PIL dell’Ucraina, e da vita al 20% delle esportazioni».
«Nella regione è stata agevolata l’industria del carbone, ma non significa che produca meno di quello che consuma. Donetsk è la prima regione dell’Ucraina in termini di produzione e delle esportazioni e non avrebbe bisogno di sovvenzioni. Le aziende private per l’estrazione e la produzione del carbone sono stabili e costanti e possono sopravvive senza sovvenzioni e aiuti dall’estero. Anche l’agricoltura è ben sviluppata. Si produce olio di girasole, mais e frumento. Questi prodotti possono essere forniti anche per l’esportazione. Non solo, la regione è rinomata per i prodotti di ingegneria, chimica e metallurgia. Anche se non si può parlare di autosufficienza agricola» ha sottolineato Makogon.

Secondo lui, regione di Donetsk, naturalmente, come molte della regioni sud-orientale, è una regione donatrice. «Per quanto concerne il settore metallurgico Donetsk produce la metà dei prodotti ucraini, fornisce il 42% delle entrate in valuta estera nel paese, anche in una situazione di crisi come questa. E ancora nella regione è elevato il transitano di merci per via del porto di Mariupol» ha assicurato l’esperto.
Di certo c’è che il governatore della regione, Sergei Taruta, senza l’oligarca di turno Firtash, in galera in Austria, ha chiesto di mantenere le sovvenzioni per scongiurare l’invasione delle forze armate russe. Secondo l’economista anche se per certi versi la situazione dell’Ucraina è molto simile allo scenario jugoslavo lui si dice totalmente contrario alla guerra: «Sono categoricamente contrario. Ho visto la fioritura della Jugoslavia a metà degli anni ’70 ed ero a Belgrado una settimana dopo il bombardamento degli americani e ho visto le rovine della città, la mancanza di luce, acqua. Dobbiamo evitare la guerra e la divisione del paese» ha concluso Makogon. Come riportato IA REGNUM IA il governatore della regione di Donetsk Sergey Taruta ha detto che la regione di Donetsk è sovvenzionata dall’Ucraina. «Penso che ogni cittadino del Donbass si senta ucraino. Ma in realtà i miti sono due quello europeo da un lato e dell’URSS dall’altro. Quando l’URSS è crollata, è diventato chiaro che Donetsk non si sarebbe più alimentata da sola e per questo ha bisogno di sovvenzioni. Se guardate le statistiche, vediamo che il Donbass ha avuto sovvenzioni in numero sempre maggiori negli ultimi anni» ha detto Taruta.