UCRAINA. Chi c’è dietro il blocco del Donetsk?

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Con poco più di 100 uomini, Semen Semenchenko, un deputato ucraino e ex comandante militare, voce dei “volontari” che stanno effettuando il blocco isolando il Donbass, sostiene di esser riuscito a forzare la mano al governo senza alcun aiuto finanziario. Una storia che, col passare del tempo non regge. Un semplice calcolo dei pasti e delle attrezzature utilizzate dai “volontari” fanno dubitare del racconto di Semenchencko, riporta Rferl.

Secondo gruppi diattivisti, esperti e funzionari governativi dietro al blocco ci sarebbe un coagulo di interessi trasversali tra i due fronti: si va da un alleato del deposto ex presidente Viktor Yanukovich a ricchi uomini d’affari in contrasto con il governo oggi al potere. Mancano però le prove a sostegno di simili ipotesi e gli assedianti stanno comunque costruendo un meccanismo politico-militare che sarà, a breve, difficile disinnescare.

Quello che si sa è che i volontari stanno ricevendo alcune donazioni tramite bonifici elettronici. Secondo quanto riporta Rferl, Semenchenko insiste nel dire che il movimento parte dal basso e che opera con pochi soldi: «I ragazzi vivono in tende», ha detto il deputato.

Gli assedianti hanno un centro di comando virtuale con più di 25000 seguaci attraverso i quali sollecitare contributi, pubblicizzare le informazioni e i dati sul bonifico bancario, i dispacci video e audio dalle loro roccaforti.

In molti dei video, gli uomini dicono di essere stati costretti a unirsi agli assedianti dalla convinzione che i separatisti e la zona dove sono dovrebbe essere tagliata fuori dal resto dell’Ucraina.

Il governo si è pubblicamente opposto al blocco, e ha avvertito delle sue conseguenze economiche e finanziarie, i rifornimenti di carbone che dovranno essere rimpiazzati con acquisti, più cari, dalla Russia, mettendo a rischio decine di migliaia di posti di lavoro.

La politica è però divisa: a dicembre 2016, il segretario del Consiglio di Difesa e della Sicurezza nazionale, Oleksandr Turchynov, aveva chiesto un isolamento completo delle aree separatiste di Donetsk e Luhansk dal resto dell’Ucraina. Turchynov, in seguito, ha aggiunto che tali misure dovrebbero essere prese senza l’approvazione dell’attuale presidente, Petro Poroshenko.

Poco dopo, i veterani hanno iniziato i blocchi fermando i treni che attraversano la linea del fronte, erigendo tendopoli sulle strade (nella foto).

Oggi, questi accampamenti sono circondati da filo spinato; gli occupanti dicono che non si muoveranno fino a quando le loro richieste non saranno accolte: «Ce ne andremo solo quando il presidente vieterà, per legge, tutte le transazioni commerciali con il nemico, quando tutti i prigionieri ucraini verranno rilasciati, e quando i territori occupati saranno, per legge, definiti come “occupati”, solo allora sarà il blocco sarà tolto. Non ci può essere nessun compromesso», ha detto Semenchenko.

Antonio Albanese