#KeepDelhiMoving beffa i tassisti indiani

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INDIA – Nuova Delhi 31/07/2016. Uno sciopero indetto dai tassisti di New Delhi per protestare contro Uber è finito per diventare un evento promozionale per la società americana, che ha visto il numero dei suoi utenti aumentare vertiginosamente durante i tre giorni della protesta.

È stato registrato un aumento del 25 per cento, riportano Indian Times e Ians, nel numero di nuovi autisti sulla nostra piattaforma rispetto alla settimana precedente. Lo sciopero, conclusosi il 28 luglio, è stato indetto da circa 20 sindacati dei taxisti nella capitale indiana, e comprendeva anche gli autisti “a basso costo” deo veicoli a tre ruote, “tuk-tuk”, per protestare contro la “presenza illegale” di Uber nel paese. La protesta e il conseguente fermo di circa 100mila taxi dalle strade di New Delhi al culmine della stagione dei monsoni, ha portato ad un’impennata nell’uso di Uber in città. Inoltre, Uber ha approfittato dello sciopero per lanciare la campagna, #KeepDelhiMoving, in cui si sono incoraggiate le persone a condividere il proprio veicolo con altri utenti a fronte di una forte domanda crescente. Il ride-sharing “UberPool” ha registrato il 15 per cento in più di utenti costretti a ricorrere al servizio per tutta la durata dello sciopero. In soli sette anni, Uber, che ha sede a San Francisco, è riuscita ad avere una presenza in quasi 500 città in 50 paesi, con un valore di circa 51 miliardi di dollari.