La Turchia non pensa più all’UE

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TURCHIA – Ankara. 26/10/13. I Turchi hanno raggiunto la conclusione che il processo di negoziazione per entrare nell’Unione europea durato 15 anni non è più d’attualità.

Nel 2004, il 70 per cento dei membri del popolo turco voleva aderire all’UE, oggi i sostenitori di una Turchia europea è sceso al 40 per cento. L’Istituto di Relazioni Internazionali e Strategici (IRIS) per voce di Bastien Alex ha detto: «la società turca è una società orgogliosa e ha forti sentimenti nazionalisti. L’atteggiamento di alcuni leader europei sono stati letti come un giudizio negativo sui turchi come se i turchi fossero di seconda classe, e di conseguenza alcuni si sono allontanati da quello che poteva essere un sentimento pro UE».

Di fatto lo stesso Governo non ha messo nell’agenda politica l’adesione all’Ue, benché abbia nominato un ministro a tal proposito: Egemen Bağış. Gli scogli da superare sono oramai noti: “democratizzazione della Turchia, tutela dei diritti umani e lo sviluppo economico” adeguamento alle norme comunitarie. Questione curda, diritti delle donne, Cipro del Nord. I problemi recenti con i manifestanti che hanno visto il veto sulla ripresa dei negoziati da parte della Germania e dei Paesi Bassi. Va ricordato che la Germania ha 8 milioni di turchi in pancia. Le accuse rivolte alla Turchia, ultimamente, sono di tipo politico, e sono di autoritarismo.
Secondo Alex Bastien: «Tre anni al potere e una tendenza verso l’autoritarismo e la libertà di espressione ha danneggiato la Turchia» nei confronti della UE. Il primo ministro Erdogan, con la forza se necessario, sta facendo una sorta di pulizia all’interno del proprio governo. Erdogan sta in altre parole sta cominciato a purificare i generali ostinati. Decine di casi nel quadro del Ergenekon e Sledgehammer generali mandati in prigione.
Come se non bastasse c’è la questione islamismo: molti turchi credono che per osteggiare il suo autoritarismo e i militari è meglio dedicarsi all’islamismo. Anche se l’AKP (partito fondato dal Premier) stesso mostra una tendenza spiccata per imporre la propria opinione. Bastien Alex sostiene che «l’Akp, si sente di essere l’eredità laica del paese mettendo in discussione il potere militare».

Un altro buon motivo per dimenticare la questione europea o per riallacciare in maniera forte i rapporti con la UE il fatto che la Turchia è diventata un importante potenza regionale. La Turchia è al 17esimo posto tra le potenze con crescita economica significativa nel mondo. Nel 2013 della Turchia ha avuto un ruolo importante anche nel senso strategico e diplomatico. La Turchia ha preso posizione sulla crisi in Siria contro il regime di Assad di recente (a volte jihadista) stessa, ha mostrato di schierarsi con l’opposizione. Secondo, Didier Billion, la posizione della Turchia, è l’Europa e il Medio Oriente, credo che sarebbe un grande vantaggio per l’Unione europea. Il Governo Erdogan dovrà affrontare un test significativo nel 2014 anno delle elezioni amministrative. E poi sempre nel 2014 la Turchia va la voto per eleggere un nuovo presidente con un nuova legge elettorale. Sempre nel 2014 ricorre l’anniversario del genocidio armeno e l’AKP è decisa a non scendere a compromessi su questo tema.