Dopo il Su24, Erdogan abbatte Cumhuriyet

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TURCHIA – Istanbul 28/11/2015. Centinaia di manifestanti si sono riuniti davanti alla sede di Istanbul di Cumhuriyet, giornale di opposizione, il 27 novembre.

I manifestanti accusano il governo di voler mettere a tacere i critici e denunciano il tentativo di insabbiare uno scandalo dopo che due giornalisti sono stati incarcerati per terrorismo e spionaggio in seguito alla pubblicazione di presunto traffico di armi turche in Siria. Il direttore del quotidiano Cumhuriyet, Can Dundar, e il corrispondente da Ankara, Erdem Gul, sono stati incarcerati ad Istanbul, nella serata del 26 novembre, accusati di favoreggiamento nei confronti di una organizzazione terroristica e di aver rivelato segreti di Stato. L’incidente alimenta le giuste preoccupazioni per la libertà dei media in Turchia, paese che aspira a entrare nell’Unione europea. A maggio scorso, il giornale aveva pubblicato le immagini di presunti camion turchi che trasportavano munizioni per i militanti siriani. Le immagini si riferivano al gennaio 2014, quando le autorità locali cercarono di bloccare camion decreti verso la Siria, scatenando un braccio di ferro con l’intelligence turca. Per Cumhuriyet, le immagini erano la prova che la Turchia contrabbandasse armi ai ribelli in Siria. Dopo primi dinieghi ufficiali, il governo aveva sostenuto che il carico fosse costituito da aiuti umanitari; salvo poi far trapelare che i camion in realtà portavano armi e munizioni destinate aio gruppi turkmeni in Siria. Il presidente Recep Tayyip Erdogan allora presentò una denuncia penale da cui è partita l’inchiesta. In un’altra protesta stavolta ad ad Ankara, la polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere un raduno di giornalisti che intendevano marciare verso la sede di Cumhuriyet in città. L’ambasciata americana ha espresso preoccupazione per gli arresti di Dundar e Erdem: «Ci auguriamo che i tribunali e le autorità turche difendano il principio fondamentale della libertà di stampa sancito dalla Costituzione turca», si legge su in un tweet dell’ambasciata statunitense.