L’Imbarazzo del Vecchio Continente

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ITALIA – Roma, 18/07/2016. C’è un filo conduttore fra l’attentato di Nizza ed il fallito colpo di Stato in Turchia: è il silenzio assordante dell’Europa.

Nel primo caso, si tratta del silenzio rispetto alle politiche che la Ue ha assunto rispetto alla (mancata) gestione del terrorismo. Nessuna efficiente agenzia di coordinamento internazionale, nessuna politica efficace di coesione tra gli Stati membri in termine di integrazione.
Il secondo caso, se possibile, è ancora più complesso. Non più di pochi mesi fa la stessa Ue si è accordata con la Turchia per arginare il fenomeno dell’immigrazione di massa dovuto principalmente alla guerra civile in Siria. Accordo che ha visto un importante stanziamento di fondi, e la Germania quale principale sponsor. Del resto la Turchia è nella Nato, e costituisce un fondamentale punto nevralgico sul mediterraneo, oltre ad essere una “porta” verso l’Europa “asiatica” ed in generale il medio oriente. Quella stessa Germania tuttavia che avrebbe negato l’atterraggio all’aereo presidenziale di Erdogan, fatto peraltro avvenuto -secondo indiscrezioni- anche in altri aeroporti militari europei.
Come può un Paese alleato negare l’approdo alla maggiore carica istituzionale di un altro Paese alleato?
Se un evento simile accadesse fra l’Italia e la Francia, tra la Francia e l’Inghilterra (e così via) questo metterebbe in seria discussione il concetto stesso di alleanza.
Davvero ci aspettiamo ora che la Turchia mantenga i patti di un accordo peraltro ampiamente dibattuto nella stessa Ue? E quali saranno le valutazioni di questo paese in merito alla propria fedeltà all’Alleanza Atlantica? Quali sono le valutazioni dell’Europa rispetto ad un possibile coinvolgimento di altre potenze internazionali nel tentativo di rovesciamento del governo turco?
Incredibile inoltre constatare come molte delle principali testate giornalistiche europee abbiano dato poco risalto alla notizia, concentrandosi piuttosto sulle condizioni familiari dell’attentatore di Nizza.
Quasi come se il potenziale rovesciamento di uno Stato prossimo ad entrare nella Ue, e di cui rappresenta i confini più orientali, non sia realmente di interesse per il Vecchio Continente.
Ecco, il vecchio continente. Forse questo modo di dire comune in riferimento dell’Europa ha radici semanticamente più profonde di quanto si immagini.