TURCHIA. La crisi di Idlib fa crollare la lira

171

La lira turca ha subito un nuovo tonfo durante le negoziazioni del 13 febbraio, arrivando al suo livello più basso da maggio 2019.

La lira turca è caduta di circa lo 0,8%, dopo che il presidente Recep Tayyip Erdogan ha messo in guardia le forze del governo siriano dal continuare a prendere di mira i soldati turchi nella Siria nordoccidentale.

Alle 17,10 Gmt, la valuta turca aveva registrato 6,0520 contro il dollaro, in calo dello 0,6% dalla precedente chiusura di 6,0170.

All’inizio della giornata, la lira è scesa dello 0,79% a 6,0650 dollari, il livello più debole dal 28 maggio 2019.

È interessante notare che 13 soldati turchi sono stati uccisi nel governatorato di Idlib nel corso di una settimana, durante i bombardamenti delle forze governative siriane, che hanno sollevato preoccupazione per il crescente conflitto tra i due paesi.

Le preoccupazioni per il crescente coinvolgimento militare della Turchia in Siria stanno quindi pesando sulla lira: l’11 febbraio la lira si era indebolita arrivando fino a 6,04250 contro il dollaro dalla chiusura di lunedì a 6,0075.

La valuta turca era scesa a 6,05 il venerdì precedente ma aveva recuperato brevemente i, 10 febbraio dopo che i regolatori bancari turchi hanno imposto nuovi limiti alla capacità degli stranieri di prendere in prestito la lira e di scommettere contro di essa, ripota Al Jazeera.

Le banche statali turche hanno venduto decine di miliardi di dollari nell’ultimo anno per stabilizzare la lira, che ha perso circa il 36% del suo valore nei due anni successivi alla crisi valutaria del 2018.

Stando ai dati di Bloomberg News, l’ì11 febbraio, i finanziatori statali hanno venduto circa 500 milioni di dollari per difendere la lira. Tali misure interventiste da parte delle autorità possono far saltare una valuta contro le forze di mercato. Secondo Capital Economics simili misure non sono sostenibili: «Le autorità turche hanno mantenuto una stretta presa sulla lira nelle ultime settimane, ma non pensiamo che questo possa continuare a lungo e ci aspettiamo che la valuta scenda del 20% rispetto al dollaro entro la fine del 2020 (…) Più a lungo i politici intervengono per sostenere la lira, maggiore è il rischio di un aggiustamento disordinato».

La banca centrale turca ha tagliato in modo aggressivo il suo tasso di interesse di riferimento dallo scorso luglio. Ora si attesta all’11,25 per cento e l’inflazione ha subito un’accelerazione negli ultimi mesi. I tassi di interesse più bassi tendono ad indebolire una valuta e ad alimentare l’inflazione, ma tale misura può stimolare la crescita economica rendendo più economico per i consumatori e le imprese prendere in prestito denaro per espandere i consumi e la produzione.

Antonio Albanese