Chiesto l’ergastolo per Dundar e Gul

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TURCHIA – Istanbul 27/01/2016. I pubblici ministeri turchi hanno chiesto l’ergastolo, il 27 gennaio, per i due giornalisti turchi accusati di aver cospirato contro il governo della Turchia e di spionaggio.

L’atto d’accusa di 473 pagine ha chiesto per Can Dundar, direttore del quotidiano Cumhuriyet, e per il suo capo dell’ufficio di Ankara, Erdem Gul, 35 anni di carcere con l’accusa di aver «aiutato una organizzazione terroristica armata». Nell’atto di accusa, Dundar è stato accusato di aver cercato di legittimare i tentativi di golpe del dicembre 2013 e di aver cooperato l’organizzazione gulenista attraverso suoi articoli. L’accusa ha inoltre affermato che i due stavano scrivendo articoli sulla base di filmati forniti dall’organizzazione per accusare di terrorismo il legittimo governo di Ankara. Il termine “Stato parallelo” si riferisce al movimento del predicatore statunitense Fetullah Gulen e dei suoi sostenitori, accusati di aver gestito una operazione tesa a rovesciare lo stato nel dicembre 2013. Da allora, centinaia di agenti di polizia sono stati arrestati con l’accusa di intercettazioni illegali ad alti funzionari della Turchia, per avere informazioni sensibili, attraverso una organizzazione mafiosa, violando la privacy, ottenendo illegalmente informazioni personali e falsificando documenti ufficiali, riporta Anadolou. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e Sottosegretariato dell’Intelligente della Turchia , Mit, sono indicati come “denunciante” nell’atto di accusa. Dundar e Gul sono stati arrestati alla fine di novembre. Cumhuriyet aveva pubblicato fotografie e riprese video che mostrano presumibilmente camion appartenenti al Mit, i servizi segreti turchi, nel maggio del 2015. Nel gennaio del 2014, diversi camion erano stati fermati dalla gendarmeria locale, nelle province meridionali di Adana e Hatay con un carico di munizioni, nonostante la legge prevede che simili mezzi non possano esser fermati; la conseguenza è stata l’arresto di 26 gendarmi. Il ministero dell’Interno turco ha sempre sostenuto che i camion, che trasportavano armi in Siria, stavano portando gli aiuti umanitari alla comunità turkmena della Siria. Le fotografie pubblicate dal quotidiano mostravano diversi veicoli pieni di armi e munizioni, accatastati sotto scatole di cartone contenenti farmaci.