TURCHIA. Erdogan vuole riprendersi i territori imperiali

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I presidenti di Turchia e Russia avrebbero accettato di incontrarsi con quello iraniano a Istanbul nel prossimo futuro. Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan hanno discusso delle crescenti tensioni tra i paesi in Siria, e hanno anche accettato di aumentare il coordinamento tra le loro forze in Siria. La conversazione telefonica è avvenuta dopo intesi giorni sul fronte siriano.

Il 3 febbraio, un missile di fabbricazione russa avrebbe distrutto un carro armato turco e ucciso otto soldati turchi nell’enclave curdo -siriana di Afrin. Nella stessa giornata, anche un jet russo è stato abbattuto dai ribelli siriani a Idlib: il gruppo ribelle accusato dalla Russia ha stretti legami con la Turchia, e i media russi hanno fatto allusioni di un coinvolgimento turco nell’abbattimento,  accusa smentita da Ankara, riprota VoA.

Erdogan avrebbe offerto le sue condoglianze a Putin per la perdita del pilota russo. La Turchia ha usato le sue connessioni con i ribelli siriani per aiutare a rimpatriare il corpo del pilota.

L’ incidente ha ricordato l’abbattimento del 2015 di un jet russo fatto dai turchi che ha portato all’interruzione delle relazioni tra Mosca e Ankara. Ora, Mosca appare pubblicamente pronta ad accettare le affermazioni di Ankara.

Dal 5 febbraio, però, la Russia ha impedito ai velivoli da guerra turchi coinvolti nell’operazione Ramoscello d’ulivo, di entrare nello spazio aereo siriano. Anche l’entità dell’operazione turca e gli obiettivi di Ankara in Siria, a quanto risulta, stanno aumentando la preoccupazione di Mosca.

Rivolgendosi agli iscritti del partito, l’8 febbraio, Erdogan ha ulteriormente alimentato le preoccupazioni sull’operazione: «Chi pensava che avremmo dimenticato tutte queste terre (Siria) dopo essersi ritirati in lacrime un secolo fa, si rende conto che ora ha fatto male conti con la Turchia».

Luigi Medici