TURCHIA. Erdogan vuole “finire” tutti i curdi 

205

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan il 6 ottobre ha promesso di “finire” i militanti curdi nelle regioni irachene di Sinjar e Qandil per vendicare otto soldati turchi uccisi in un attentato dinamitardo nella Turchia sudorientale all’inizio della scorsa settimana. Il 3 ottobre scorso, infatti, otto soldati turchi sono stati uccisi e due sono stati feriti dopo che è stata fatta esplodere una bomba lungo la strada nella provincia sudorientale di Batman da militanti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, Pkk. 

Parlando ai membri del suo partito, l’Akp, all’inizio di un summit di due giorni nella periferia di Ankara, Erdogan ha detto che il Pkk avrebbe pagato a caro prezzo la morte degli otto soldati, riporta Reuters. «Abbiamo otto martiri? Allora fai sapere a quei terroristi che ne pagheranno il prezzo con almeno 800», ha detto Erdogan «Li uccideremo andando nelle loro tane, nei loro buchi. Li finiremo a Sinjar e a Qandil».

Questi suoi commenti hanno segnato il più forte avvertimento di Erdogan di una potenziale offensiva contro i militanti curdi nel nord dell’Iraq nelle ultime settimane. Negli ultimi mesi la Turchia ha effettuato attacchi nelle basi del Pkk nel nord dell’Iraq, in particolare nella sua roccaforte sulle montagne Qandil, ma gli avvertimenti di un’offensiva di terra nell’area erano in gran parte scomparsi in seguito alle elezioni di giugno.

Il Pkk, considerato un’organizzazione terroristica dagli Stati Uniti, dalla Turchia e dall’Unione Europea, ha iniziato un’insurrezione armata contro lo stato turco fin dagli anni Ottanta del secolo scorso. La violenza nel sud-est turco, in gran parte curdo, si è aggravata dopo il crollo di un cessate il fuoco nel 2015 e il governo ha condotto ampie operazioni per catturare i militanti anche in Turchia.

Negli ultimi due giorni, le autorità turche hanno arrestato 137 persone per sospetti legami con il Pkk in operazioni in tutta la nazione, ha annunciato sempre il 6 8oottobre il ministero dell’Interno di Ankara.

Lucia Giannini