TURCHIA. Erdogan: “Sugli S400 non si fa marcia indietro”

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Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha detto che la Turchia non si sarebbe ritirata dall’accordo con la Russia per l’acquisto degli S-400 nonostante le minacce statunitensi di conseguenze “devastanti”. «Abbiamo fatto un accordo con la Russia. Siamo determinati», ha detto Erdogan, ripreso da Anadolu.

«Non si fa marcia indietro», ha poi detto dopo le preghiere in una moschea di Istanbul.

La settimana scorsa il Pentagono aveva minacciato conseguenze “devastanti” per il programma F-35 della Turchia e la sua cooperazione con la Nato se Ankara avesse portato avanti i piani per l’acquisto del sistema di armi antiaeree russe. Kathryn Wheelbarger, vice segretario alla Difesa per gli affari di sicurezza internazionale, aveva detto che l’acquisto previsto avrebbe danneggiato la capacità della Turchia di lavorare con l’Alleanza, e avrebbe costretto Washington a colpire il paese con sanzioni contro gli accordi sulle armi con la Russia. Wheelbarger aveva poi aggiunto che che l’Amministrazione americana, anche se non volesse punire la Turchia per l’acquisto, potrebbe essere costretta a farlo da un Congresso indifferente ad Ankara. A maggio il ministro della Difesa turco Hulusi Akar aveva detto che il paese si stava già “preparando” per le sanzioni statunitensi.

Gli Usa si aspettano che la Turchia optasse per i missili Patriot , sostenendo che avrebbe poi permesso al programma F-35 di continuare. La Turchia progetta di comprare 100 F-35 dagli Stati Uniti ed alcuni piloti turchi hanno già iniziato l’addestramento negli Stati Uniti.

Erdogan ha detto il 4 giugno agli Stati Uniti che Ankara avrebbe preso provvedimenti per comprare i Patriot solo se le sue condizioni di consegna fossero state positive come quelle della Russia. «Ma purtroppo non abbiamo ricevuto una proposta positiva da parte americana sul tema dei Patriot come gli S400 dalla Russia», ha aggiunto.

La Turchia ha sfidato le crescenti pressioni dei suoi alleati della Nato e ha detto che l’acquisto da Mosca è stato “fatto”. Il sistema di difesa russo dovrebbe essere consegnato già a giugno o luglio.

Luigi Medici