TURCHIA. Erdogan promette il ripristino della pena di morte

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Parlando ad una manifestazione commemorativa della Prima guerra mondiale nella città occidentale di Canakkale lo scorso 18 marzo, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ha detto di sperare che il parlamento risponda positivamente alla pubblica “richiesta” di reintrodurre la pena di morte.

«Le famiglie dei martiri, degli eroi del fallito colpo di stato 15 luglio non hanno bisogno di preoccuparsi. Credo che, a Dio piacendo, dopo che il Parlamento voterà il 16 aprile, farà il necessario per quanto riguarda le vostre richieste sulla pena capitale» ha detto Erdogan.

Dopo l’approvazione del Parlamento, secondo  le norme attuali, un disegno di legge deve essere firmato dal capo dello Stato per diventare legge e Erdogan ha detto: «Per quanto mi riguarda lo approverà senza esitazioni», riporta Deutsche Welle.

I turchi devono votare per un referendum costituzionale il 16 aprile che potrebbe creare una presidenza esecutiva e rafforzare i poteri di Erdogan. Il governo turco dice che i cambiamenti servono ad aumentare la stabilità e a rendere più efficiente la governance. L’opposizione la pensa diversamente.

La Turchia ha abolito la pena di morte nel 2004, una clausola dell’iter pluridecennale di aderire all’Unione europea. I funzionari dell’Ue hanno ripetutamente messo in guardia Ankara che il ripristino della misura segnerebbe la fine dell’iter, Erdogan ha detto alla folla il 18 marzo che non gli importava di quello che pensava l’Europa.

Le relazioni diplomatiche tra la Turchia e l’Europa sono sprofondate dopo che in Germania e nei Paesi Bassi è stato vietato ai ministri turchi di tenere comizi elettorali per il referendum; Erdogan non solo ha definito i divieti “fascisti”, la Turchia ha anche minacciato di reagire minacciando di fare saltare l’accordo sui migranti.

In base alla nuova costituzione, ci saranno elezioni parlamentari e presidenziali simultanee per un mandato di cinque anni che si terranno a novembre 2019.

Il disegno di legge di modifica costituzionale è stato approvato dal parlamento nel mese di gennaio, con 339 voti a favore.

Maddalena Ingrao