TURCHIA. Erdogan: “Chi si oppone alla guerra contro YPG, pagherà un caro prezzo”

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Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha promesso che le sue truppe avrebbero schiacciato l’Ypg curdo in Siria, sostenute dagli Stati Uniti. Erdogan ha detto che il gruppo militante non poteva contare sul sostegno di Washington per sconfiggere il paese anatolico.

Il leader turco, durante un discorso tenuto in un congresso del suo governo, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, Akp, nella città di Bursa il 21 gennaio, ha detto che alcuni degli alleati dei turchi avevano rifornito i curdi con 2000 spedizioni aeree e 5000 camion carichi di armi alla milizia curda, facendo chiaro riferimento agli Usa, riporta Press Tv.

Erdogan ha parlato, il giorno dopo il lancio di “Olive Branch”, l’operazione militare che intende eliminare lo Ypg, sostenuto dagli Stati Uniti; per Ankara, Ypg è un’organizzazione terroristica come ramo siriano del Partito dei lavoratori del Kurdistan, Pkk. L’operazione è stata lanciata giorni dopo che Washington aveva annunciato che avrebbe addestrato i militanti curdi per creare una forza di confine di 30.000 uomini vicino al confine turco.

Ypg è parte della coalizione di milizie delle Forze Siriane Democratiche, Sdf, appoggiata dagli Stati Uniti, che sta combattendo contro Isis. «Se Dio vuole, questa operazione sarà portata a termine in brevissimo tempo», ha aggiunto Erdogan nel suo discorso, aggiungendo: «Continueremo su questa strada con determinazione e convinzione. Non faremo un passo indietro (…) Ora vedo come fuggono le organizzazioni terroristiche Pyd/Pkk/Ypg. Come ho detto, scapperanno, e insieme ai nostri soldati li rincorreremo», ha promesso Erdogan. Pyd è il Partito dell’Unione Democratica del Kurdistan, ala politica dello Ypg.

Il leader turco ha avvertito coloro che si sono opposti all’intervento militare della Turchia in Siria che avrebbero pagato a caro prezzo le proteste, facendo riferimento al partito Democratico popolare di opposizione filo-curda, Hdp, che ha invitato le persone a scendere in piazza per esprimere il loro dissenso contro la mossa militare di Ankara: «Alcuni rappresentanti dell’Hdp chiedono ai miei cittadini curdi di scendere in piazza. Fino ad ora, non sono uscite molte persone. Ma permettetemi di dirlo qui (…) Non pensateci nemmeno! Chi risponde a questa chiamata lo farà a caro prezzo».

La Turchia cerca di creare una “zona sicura” profonda 30 km in Siria ad Afrin.

Inoltre, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Bahram Qassemi ha detto il 21 gennaio che la Turchia dovrebbe immediatamente fermare l’operazione per rispettare l’integrità territoriale e la sovranità siriana. «L’Iran segue da vicino gli sviluppi in corso nella città siriana di Afrin e spera che questa operazione si concluda immediatamente per evitare l’aggravarsi della crisi nelle regioni di confine tra Turchia e Siria», riporta la Tasnim. 

Tommaso dal Passo