Turchia: via le scuole private Hizmet

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TURCHIA-Ankara. 11/04/14. L’agenzia di stampa kazaka, CA-NEWS, riferisce che il Parlamento turco ha approvato una legge per chiudere le scuole private “Hizmet”, molte delle quali sono gestite dallo studioso islamico Fethullah Gulen. Lo studioso, ex Imam, in autoesilio negli USA, si sipira ad un autore sunnita Said Nursi. E di recente ha aperto un dialogo anche con il Vaticano. 

In precedenza, il primo ministro Recep Tayyip Erdogan ha accusato la società statunitense Gulen di cospirare contro il suo governo. Le scuole sono una fonte importante di reddito per il 50enne Gulen. Come riportato, il disegno di legge stabilisce che la scuola deve essere chiuso prima del 1 Settembre 2015. Attualmente, milioni di studenti frequentano scuole private turche per prepararsi agli esami di ammissione all’università. Erdogan ha detto che l’abolizione delle scuole preparatorie è parte della riforma del sistema educativo che andrà in dismissione, in quanto la Turchia ha un programma scolastico inferiore rispetto a molti altri paesi sviluppati sia nell’alfabetizzazione, matematica e scienze. Fino a poco tempo, il movimento “Hizmat” ha voluto evitare il coinvolgimento palese nella politica. Gülen ha anche negato il suo coinvolgimento nel processo politico in Turchia. A sua volta, il Kazakistan ha dichiarato che non dovrebbero  chiudere le scuole superiori kazako-turche, nonostante la recente dichiarazione del ministero degli Esteri turco sulla chiusura delle scuole turche all’estero. Secondo il direttore del dipartimento di pre-scuola e istruzione secondaria MON Kazakistan Janyl Zhontaevoy le autorità turche non puossono influire sul funzionamento di queste scuole.  «Esse sono finanziate dal bilancio locale. Sono ente autorizzato, l’amministratore di questi programmi sono governatorati regionali. Lavorano per l’istruzione pubblica  guidati dall’Accademia Nazionale, Ybraya Altynsarin e approvato dal Ministero dell’Istruzione e della Scienza. Ed è stato registrato presso il Ministero della Giustizia. Ad oggi, la chiusura della questione non vale la pena» ha detto il rappresentante del ministero kazako.