Più violenza domestica in Turchia

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TURCHIA – Ankara 29/11/2015. Il 25 novembre è stata la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

I gruppi di difesa per le donne hanno pubblicato le statistiche dei primi 10 mesi del 2015 in Turchia: almeno 255 donne sono state uccise, 112 sono state violentate, 157 sono state costrette a prostituirsi, 319 sono state ferite e 179 sono state aggredite sessualmente da uomini. In totale, 1.370 donne sono state uccise negli ultimi cinque anni e statisticamente, la violenza contro le donne è aumentata del 1.400 per cento negli ultimi 10 anni.

Si tratta, riporta l’agenzia Haberler.com, dell’immagine più scura degli ultimi anni. Nonostante il lavoro svolto per combattere la violenza contro le donne in Turchia dallo stato e dalla società civile, l’intero quadro sta regredendo. La Turchia è un paese di transizione e le origini di questa violenza, afferma l’agenzia, ha un profondo retroterra: la migrazione interna dalla campagna alla città; le persone si sforzano di vivere in grandi città pur conservando la cultura del villaggio; a questo quadro si deve aggiungere l’effetto delle identità religiose, l’autoritarismo e la sensazione di vivere sotto pressione. «Non è solo la violenza contro le donne, ma il concetto di violenza in generale che si può riscontrare in paesi in transizione come la Turchia. L’inquietudine è diventato uno stile di vita, parte della vita quotidiana, e la violenza è diventata uno strumento ordinario con cui esprimere una identità».

Il sistema giuridico ha molti problemi ed errori; esiste ancora il delitto d’onore, che legittima l’omicidio come una risposta all’infedeltà. Secondo la legge per la protezione della famiglia e la prevenzione della violenza contro le donne della Turchia, lo Stato è responsabile per le donne che affrontano minacce o violenza; deve fornire un riparo a quelle donne e ai bambini che affrontano il pericolo, fornire protezione temporanea e procurare assistenza finanziaria temporanea e asilo per i loro figli.
Inoltre, la Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica del Consiglio d’Europa, la Convenzione di Istanbul, ha lo scopo di prevenire la violenza , proteggere le vittime e porre fine all’impunità dei responsabili. Paese promotore, prosegue Haberler.com, la Turchia ha una maggiore responsabilità nel dimostrare che i risultati positivi possono essere raggiunti grazie ad una politica seria. «In effetti, questi sforzi sono ancora insufficienti e abbiamo bisogno di un’altra spinta su questo tema. Tuttavia è evidente che più l’autoritarismo non aiuterà i difensori dei diritti umani nel loro lavoro, come si può vedere oggi accadere in Turchia».