TURCHIA. Ankara non fermerà le operazioni su Afrin

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La Turchia accoglie con favore una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su un cessate il fuoco in Siria della durata di un mese, ma afferma che non avrà alcun effetto sull’offensiva in corso nella regione siriana di Afrin contro le Ypg curde.

Il 24 febbraio il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha votato all’unanimità a favore di una risoluzione che chiedeva una tregua di 30 giorni in Siria “senza indugio” per consentire la consegna degli aiuti e l’evacuazione medica, riporta Press Tv.

La risoluzione è stata adottata con 15 voti contrari, dopo diversi ritardi e una serie di negoziati, tra le crescenti preoccupazioni per la situazione umanitaria nella zona orientale di Ghouta, vicino alla capitale siriana Damasco. «Accogliamo con favore la risoluzione adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in risposta al peggioramento della situazione umanitaria in tutta la Siria, in particolare nella regione orientale di Ghouta», ha dichiarato il ministero degli Esteri turco, il 25 febbraio. Tuttavia, ha aggiunto il ministero, la Turchia «continuerà a lottare risolutamente contro le organizzazioni terroristiche che minacciano l’integrità territoriale e l’unità politica della Siria».

La Turchia ha lanciato l’operazione Olive Branch, il 20 gennaio, nel tentativo di eliminare lo Ypg, che Ankara considera un’organizzazione terroristica e il ramo siriano del Partito operaio del Kurdistan, Pkk. La Turchia ha detto che l’offensiva di Afrin potrebbe espandersi nella vicina città siriana di Manbij.

Damasco il 1° febbraio scorso ha denunciato alle Nazioni Unite la campagna militare della Turchia in Siria settentrionale, denunciando l’operazione definendola un «assalto e un’occupazione» del territorio siriano. Ankara continua a «diffondere bugie» sulla sua operazione militare contro la Siria e cerca di giustificare l’azione come un atto di autodifesa, ha detto il ministero siriano degli Esteri e degli Espatriati in due lettere indirizzate al Segretario delle Nazioni Unite e alla Presidenza del Consiglio di Sicurezza.

Il presidente siriano Bashar al-Assad, a gennaio, aveva già detto: «La brutale aggressione turca contro la città siriana di Afrin non può essere separata dalla politica del regime turco sin dal primo giorno della crisi siriana, che è stata costruita essenzialmente sul sostegno al terrorismo e alle organizzazioni terroristiche, a prescindere dai loro nomi».

Lucia Giannini