TURCHIA. Ankara ha lanciato un S400. Washington si infuria

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La Turchia avrebbe lanciato un missile dalla sua costa del Mar Nero il 15 ottobre scorso in un’area dove i militari dovevano testare il sistema missilistico russo S-400.

Secondo quanto riporta Reuters, citando un video, il filmato mostrava una stretta colonna di fumo che si sollevava in alto nell’aria sopra la città costiera di Sinop. La Turchia ha emesso avvisi per limitare il traffico aereo e marittimo per consentire i test. La notifica doveva scadere proprio il 15 ottobre. Il ministero della Difesa turco ha rifiutato di confermare o negare i test missilistici.

Il portavoce del Dipartimento di Stato Usa Morgan Ortagus, riporta Ahval, ha detto che gli Stati Uniti sono «a conoscenza di questi rapporti». Gli Stati Uniti hanno espresso al governo della Turchia, ai livelli più alti, che l’acquisizione di sistemi militari russi come l’S-400 «è inaccettabile».

Gli Stati Uniti hanno messo in guardia la Turchia contro l’attivazione del sistema S-400 per diversi anni, sistema che ha preso in consegna da Mosca l’anno scorso nonostante la minaccia di sanzioni.

Ortagus, nella stessa dichiarazione, ha detto che «gli Stati Uniti sono stati chiari sulla nostra aspettativa che il sistema S-400 non debba essere reso operativo. Siamo stati anche chiari sulle potenziali gravi conseguenze per il nostro rapporto di sicurezza se la Turchia dovesse attivare il sistema».

L’amministrazione Trump si è finora dimostrata tentennante nell’imporre sanzioni alla Turchia sulla questione. Ortagus ha poi aggiunto: «Se confermato, condanneremmo con la massima fermezza il lancio del missile test S-400 come incompatibile con le responsabilità della Turchia come alleato della Nato e partner strategico degli Stati Uniti».

Se confermato, il lancio dei missili violerebbe probabilmente il Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act, Caatsa, che si rivolge a coloro che fanno affari con il settore della difesa russo.

Il 16 ottobre, i parlamentari statunitensi hanno scritto al Segretario di Stato Mike Pompeo per esortarlo a imporre sanzioni alla Turchia in seguito alla notizia dell’uso dei radar S-400 sui caccia greci F-16. Gli Stati Uniti hanno ripetutamente espresso la preoccupazione che l’uso da parte della Turchia del sistema russo possa mettere a rischio la sicurezza operativa della Nato e rivelare informazioni sul suo programma di caccia F-35 di prossima generazione.

La Turchia e gli Stati Uniti sono contrapposte su diverse altre questioni regionali, tra cui le tensioni con la Grecia nel Mediterraneo orientale e il coinvolgimento della Turchia nel conflitto del Nagorno-Karabakh.

I mercati internazionali temono che un aumento della probabilità di sanzioni possa portare a maggiori perdite per la fragile lira turca e destabilizzare ulteriormente l’economia del Paese. Il 16 ottobre, la lira è scesa dello 0,3 per cento a 7,528 per dollaro, appena al di sotto del minimo storico raggiunto la scorsa settimana, 7,9591 per dollaro.

Maddalena Ingroia