TUNISIA. Si è aperta la campagna elettorale 

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I candidati presidenziali tunisini hanno iniziato la campagna elettorale per le elezioni del 15 settembre, in un contesto di problemi economici e di scontri armati.

Tra i 24 uomini e due donne in lizza per le elezioni ci sono il primo Ministro, un magnate dei media arrestato il mese scorso per sospetta frode fiscale e riciclaggio di denaro sporco, e un candidato di un partito islamico moderato che era stato bandito prima della rivoluzione.

Le elezioni presidenziali sono state indette in anticipo a causa della morte, nel luglio scorso, del presidente Beji Caid Essebsi, il primo capo di Stato democraticamente eletto dopo la rivolta popolare che ha rovesciato Zine El-Abidine Ben Ali, riporta Reuters.

Il presidente controlla la politica estera e di difesa, governando a fianco di un primo Ministro scelto dal parlamento che ha autorità sugli affari interni. Chiunque finirà per guidare il paese dovrà affrontare la sfida di un’economia incerta e dei continui sforzi per coprire un grande deficit statale e il debito pubblico.

Il primo Ministro Youssef Chahed ha detto la scorsa settimana che la Tunisia era ancora sotto la minaccia di gruppi militanti tra cui Stato islamico quattro anni dopo i due attacchi che hanno ucciso decine di turisti, danneggiando gravemente l’industria turistica della Tunisia.

Il 2 settembre è stata data la notizia della morte di un agente di polizia e di tre militanti islamici in un posto di blocco vicino al confine algerino. Nel frattempo, la disoccupazione è passata dal 12% prima dell’insurrezione era al 15,2%, arrivando al 30% in alcune città.

Nonostante la sua continua detenzione, l’uomo d’affari Nabil Karoui, proprietario della stazione televisiva privata Nesma, è stato mantenuto sulla lista finale dei candidati che la commissione elettorale ha annunciato sabato. Il suo partito politico dice che le accuse sono politicamente motivate.

Diversi candidati hanno iniziato le loro campagne allo scoccare della mezzanotte, quando la stagione elettorale è iniziata ufficialmente, con Chahed che ha riunito centinaia di sostenitori  a Kabarya, quartiere povero della capitale. Altri candidati di spicco sono l’ex presidente Moncef Marzouki, l’ex primo Ministro Mehdi Jomaa e il ministro della Difesa Abdelkarim Zbidi.

Abdelfattah Mourou, vicepresidente del partito Ennahda, è il primo candidato del partito islamico moderato a diventare capo di stato dopo decenni di repressione prima del 2011.

I sostenitori di Karoui hanno anche iniziato a fotografarlo, sfidando la decisione della magistratura di arrestarlo e dicendo che la loro campagna elettorale sarebbe iniziata con un grande raduno popolare nella città meridionale di Gafsa. 

Il voto presidenziale, e le elezioni parlamentari del 6 ottobre, rappresentano il terzo risultato dei sondaggi in cui i tunisini hanno potuto votare liberamente dalla rivolta del 2011.

Lucia Giannini