Accordi tunisino-serbi

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TUNISIA – Cartagine 06/03/2014. Tunisia e Serbia hanno concluso due accordi economici e un programma di cooperazione.

Gli accordi sono stati firmati durante una cerimonia tenutasi il 5 marzo, nel palazzo di Cartagine (sobborgo di Tunisi), con la partecipazione del presidente Moncef Marzouki e il suo omologo serbo Tomislav Nikolic, in visita nel Paese per due giorni. Si tratta di un accordo economico e commerciale, un accordo sul trasporto di persone e merci e un programma di cooperazione nei settori dell’istruzione, della scienza, della cultura e dello sport per il periodo 2014-2016.
Nel suo discorso durante la cerimonia, il presidente serbo ha dichiarato la disponibilità del suo paese a sviluppare la cooperazione con la Tunisia e a favorire la creazione di partnership tra investitori tunisini e serbi per toccare nuovi mercati di interesse comune. Nikolic ha definito le relazioni tra i due paesi di «vecchia data», ricordando il corretto trattamento dei soldati serbi durante la transizione in Tunisia nella Prima guerra mondiale e le forti relazioni che la Tunisia ha sempre avuto con la Jugoslavia, quando entrambi i Paesi appartenevano al movimento dei Paesi Non-Allineati. Secondo Nikolic, il livello degli scambi commerciali con la Tunisia, nel 2013, pari a 39 milioni di dinari, «non è soddisfacente per la Serbia», indicando che il suo paese dispone di un patrimonio incoraggiante per gli investimenti, in particolare per la stabilità economica e «eccellenti relazioni con i Paesi dell’Unione europea e la Russia». A sua volta, Marzouki ha espresso la speranza di vedere le relazioni tunisino-serbo toccare livelli più alti. Marzouki ha sottolineato la somiglianza delle esperienze nella transizione democratica di Tunisia e Serbia, evidenziando il ruolo di primo piano che gli investitori dei due paesi devono giocare per sviluppare le relazioni economiche e commerciali bilaterali.
Gli accordi sono stati firmati, per la Tunisia dal ministro degli Esteri Mongi Hamdi, dal ministro dei Trasporti Chiheb Ben Ahmed e dal ministro della Cultura Mourad Sakli; mentre per la Serbia dal ministro degli Affari esteri Ivan Mrkic e dal ministro della Cultura Ivan Tasovac.