Tunisia, 600 imputati per terrorismo

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TUNISIA – Tunisi 9/10/2014. I primi processi per terrorismo in Tunisia dopo la rivoluzione del 2011 potrebbe iniziare a fine mese, con 600 imputati.

Lo ha annunciato il ministro della Giustizia il 9 ottobre. Hafedh Ben Salah ha detto che tra gli imputati figurano i qaedaisti che stanno combattendo l’esercito tunisino, vicino al confine algerino da quasi due anni. Dalla fine del regime di Zine El Abidine Ben Ali, nel gennaio 2011, la Tunisia ha visto un proliferare di milizie jihadiste accusate di un’ondata di attacchi, tra cui l’assassinio di due parlamentari dell’opposizione, nel 2013, i cui omicidi hanno gettato il paese in una prolungata crisi politica. I jihadisti hanno anche iniziato una campagna terroristica contro l’esercito nel sud dell’area del Monte Chaambi dalla fine del 2012, uccidendo decine di soldati e poliziotti. «Dopo la rivoluzione, (…) i primi casi verranno a giudizio verso la fine del mese» ha detto Ben Salah. Secondo il ministro della Giustizia «ci sono tra i mille e i melleduecento casi legati al terrorismo» in Tunisia e «circa 600 sospettati sono in carcere per terrorismo». Ha detto che la polizia aveva arrestato tra le duemila e le tremila persone dopo la rivoluzione, ma che la maggior parte dei sospetti erano stati rilasciati per mancanza di prove. Le forze di sicurezza tunisine hanno svolto un ruolo chiave nella realizzazione delle politiche repressive del regime di Ben Ali e la loro riforma è bloccata; la rigorosa legislazione anti-terrorismo del paese, inoltre, è ancora tutta da cambiare. Le autorità stanno ancora applicando una legge del 2003, ampiamente criticata dai gruppi per i diritti umani in quanto è stata utilizzata per reprimere l’opposizione islamista al deposto regime. Ma gli sforzi per creare una nuova legge anti-terrorismo non sono andati a buon fine: se un progetto di legge garantista è stato bocciato per un solo voto. Il ministro della Giustizia ha poi detto che la legge di riforma non era finora stata approvata a causa della mancanza del quorum dell’Assemblea Nazionale dove occorre l’approvazione di 109 deputati su 217: «La posizione del governo è che questa legge è una priorità», ha detto Ben Salah. La Tunisia affronterà il voto per le politiche il prossimo 26 ottobre, per poi andare alle elezioni presidenziali a novembre; il ministro ha detto di aspettarsi che la legge anti-terrorismo torni in parlamento subito dopo le elezioni generali.