TUNISIA. Procedimento contro Ennhada per gli omicidi Brahmi e Belaid

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Il movimento tunisino Ennahda è stato colpito da un procedimento penale per aver complottato l’assassinio di due oppositori politici nel 2013. Mohamed Brahmi e Chokri Belaid sono stati uccisi in attentati separati nel 2013 con la stessa pistola. Entrambi gli uomini si erano opposti al Movimento Ennahda, che allora era al potere. Gli investigatori hanno accusato una cellula jihadista e identificato un contrabbandiere di armi, un  francese di 30 anni, come uno degli assassini. 

Successive indagini hanno scoperto un’enorme quantità di prove che sono state presentate ai pubblici ministeri tunisini che il 10 ottobre hanno aperto un’indagine sull’apparato segreto di Ennahda. Gli avvocati che seguono gli interessi delle famiglie delle due vittime hanno fornito le stesse prove ad un tribunale militare tunisino, che si occupa di terrorismo e sicurezza nazionale, riporta il sito statunitense Ipt.

L’accusa sostiene che gli omicidi sono stati preparati dall’apparato segreto di sicurezza di Ennahda, che, secondo gli avvocati, è stato creato dalla Fratellanza egiziana. Descritta come un successo della primavera araba, la Tunisia ha realizzato riforme sociali ed economiche che si scontrano con i desiderata islamisti rappresentati dal Movimento Ennahda. A settembre, il laico presidente tunisino in carica Beji Caid Essebsi ha rotto l’alleanza con Ennahda.

Gli avvocati che hanno intentato la causa hanno fornito alle autorità tunisine le prove che coinvolgono Ennahda negli omicidi, tra cui un documento intitolato Motorcycle Fighting skills, che descrive i metodi di addestramento per gli assassini in moto, che sono stati usati negli omicidi di Brahmi e Belaid. I Fratelli Musulmani egiziani introdussero questo tipo di addestramento negli anni Quaranta come parte del proprio “Apparato Segreto”, creato per eseguire operazioni militari e addestrare militarmente i cittadini egiziani a difendersi dalle invasioni straniere. Tuttavia, non passò molto tempo prima che fosse trasformato in uno strumento politico di assassinii e terrorismo.

Documenti del ministero dell’Interno tunisino dimostrano che Ennahda ha istituito un apparato simile basato su una proposta dei Fratelli Musulmani. 

Una causa separata, intentata a giugno, sostiene che tra il 2011-2014, il governo dominato da Ennahda ha contribuito a facilitare i viaggi in Siria per i jihadisti che sperano di combattere con Isis. Più di 6.000 mujahidin Isis provenivano dalla Tunisia, costituendo il maggior numero di combattenti per nazionalità.

Luigi Medici