Chi è Beji Caid Essebsi?

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ITALIA – Roma 20/12/2014. Chi è Beji Caid Essebsi, il nuovo leader della Tunisia? Se lo chiede il professor Pierre Piccinin nel suo interessantissimo periodico online, Le Courrier du Maghreb et de l’Orient.

Chi è quindi il nuovo “rais”, che ha imposto il suo partito, Nidaa Tunes, vincitore delle elezioni parlamentari nel mese di ottobre 2014, e si prepara a prendere la presidenza dello Stato? I governi europei, avverte il professore, lo salutano come la scelta più “ragionevole” per i tunisini per porre fine ai disordini nel paese ma sembrano ignorare il passato del personaggio, o lo tacciono dice Piccinin. «Beji Caid Essebsi (nella foto) non è in realtà un nuovo arrivato nel panorama politico tunisino: non è affatto l’ottuagenario “saggio”, (…) un “patriarca” ansioso di assumersi la responsabilità (…) di calmare la situazione (…) di un paese ferito, circondandosi di questa formazione eterogenea, Nidaa Tunes, rastrellando la sinistra rivoluzionaria e la destra liberale, in un “generosa spirito di raccolta” e di “unità nazionale”». La sua carriera è iniziata ben prima della dittatura di Ben Ali, durante il regno di Habib Bourguiba (1957-1987), tra i primi “rais” della Tunisia indipendente Beji Caid Essebsi è il ministro degli Interni» prosegue Piccinin «Lo zelante ministro del sistema, è stato in precedenza direttore degli affari politici del ministero degli Interni e Direttore della Sicurezza, approva arresti arbitrari di oppositori, poi li incarcera in condizioni spaventose. Nel 1962, in particolare, un gruppo di ex resistenti alla presenza francese, attivisti dell’indipendenza, che accusano Bourguiba di voler instaurare un clima di terrore e di quasi-autocrazia tentano di rovesciare il governo: oltre dieci esecuzioni, rappresaglie senza pietà e molti arresti di sospettati nel tentato colpo di stato; questi saranno internati per quasi dieci anni in cantine e scantinati, incatenati al pavimento (…) la tortura è regolare. Oggi molti (…) forum del Maghreb contro la tortura, registrano la presenza di Beji Caid Essebsi (…) Nel 1969, detiene ancora il portafoglio degli Interni, ordina di aprire il fuoco sui manifestanti che a Ouerdanine, nel Sahel, protestano contro il regime di Bourguiba; la sfida è repressa nel sangue. Molti manifestanti sono stati arrestati e, ancora una volta, violentemente torturati su ordine del ministro. Gli stretti legami con Washington (…) prefigurano un posto di ambasciatore degli Stati Uniti; ma è nominato ministro della Difesa (…) Siamo molto lontani dal “consensuale cittadino democratico”» precisa il professore. «Quando è deposto Bourguiba da Ben Ali, Essebsi si è affrettato a entrare nelle fila del Rcd (Raggruppamento costituzionale democratico, il partito unico dell’era Ben Ali); sarà più volte deputato e presidente della Camera (…) Inoltre Beji Caid Essebsi ha accettato la carica di primo ministro dopo la caduta di Ben Ali, ma vincendo Mohamed Ghannouchi, è costretto a dimettersi sotto la pressione rivoluzionaria (…) Ora a ben guardare, Nidaa Tunes non è forse la più grande festa “convener” che afferma di aver basato il suo leader; vecchi RCDistes, convertiti sotto varie etichette ne sono la maggioranza e potrebbero ben condividere la torta del potere dopo il completamento del processo elettorale (…) In altre parole, con Nidaa Tunes, Essebsi presidente è l’ex regime che si appropria del gioco, del governo del paese. Non l’esercito, come in Egitto (l’esercito tunisino ha mai avuto questo ruolo); non un clan, come in Siria (…); ma il dispositivo economico-mafioso che aveva preso le le leve dell’economia tunisina, alla fine del regno di Bourguiba, aveva prosperato sotto Ben Ali e, dal 2011, ha aspettato pazientemente per tornare al business».