Oltre cinquemila jihadisti sono tunisini

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STATI UNITI D’AMERICA – New York 12/07/2015. Le Nazioni Unite hanno annunciato, il 10 luglio, che quasi 5.500 tunisini stanno combattendo al fianco dei jihadisti all’estero, invitando Tunisi ad adottare un «piano strategico nazionale» per frenare il flusso.

«Il numero di combattenti stranieri tunisini è uno dei più alti tra quelli che si sono spostati per combattere all’estero, come accade in Siria e in Iraq», ha detto Elzbieta Karska, capo del gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sull’uso dei mercenari, dalle colonne di Naharnet. «Abbiamo documentato che i percorsi intrapresi passano attraverso la Libia, poi Turchia e il suo confine ad Antakya, e poi in Siria», ha poi aggiunto.
Karska ha anche sottolineato i possibili legami tra mercenari e i mujaheddin stranieri che si uniscono allo Stato Islamico combattendo in Iraq e Siria: «Ci è stato riferito che i reclutatori di queste reti sono ben pagati; tra i 3.000 ai 10.000 dollari per ogni nuova recluta, a seconda delle qualifiche», ha detto. Si stima che 4.000 tunisini siano in Siria, tra i 1.000 e 1.500 in Libia, 200 in Iraq, 60 in Mali e 50 in Yemen. Circa 625 che sono tornati dall’Iraq vengono perseguiti dalle forze dell’ordine e di sicurezza. Karska ha invitato le autorità tunisine ad adottare «un piano strategico nazionale (…) per rispondere ai diversi profili e metodi di reclutamento (…) per garantire l’adozione globale di standard internazionali sui diritti umani in tutti i suoi elementi».