TUNISIA. Ecco le candidate donne più importanti per la presidenza

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Tra i candidati alla presidenza tunisina ci sono due donne più importanti. La Commissione elettorale indipendente della Tunisia aveva annunciato l’accettazione dei fascicoli di 26 candidati, tra i 97 che si sono registrati per partecipare alle elezioni presidenziali che si terranno il 15 settembre.

Una delle candidate donne più importanti è Abir Moussa (44 anni), presidente del Partito costituzionale libero della Tunisia. È una di quelle che sono riuscite a fare una grande differenza nella forma della vita politica tunisina in generale e nella condizione delle donne in particolare a seguito del suo successo nel guidare la “libera costituzione”, uno dei partiti più antichi in Tunisia, quindi ci erano diverse richieste per farla correre nella corsa presidenziale tunisina.

Moussa non riconosce la cosiddetta “primavera araba”, la considera come una cospirazione contro la sovranità degli stati, l’unità delle società e la stabilità dei popoli. Non riconosce anche la rivoluzione nel suo paese che ha rovesciato l’ex regime del presidente Zine El Abidine Ben Ali nel 2011.

Inoltre, Moussa rifiuta anche di riconoscere il Movimento del Rinascimento islamico (al Nahda), e non accetta la stretta di mano di alcuna figura politica che abbia precedentemente alleato o simpatizzato con i Fratelli Musulmani.

Moussa ha anche detto che quanto è accaduto nel 2011 in Tunisia non poteva essere classificato come una rivoluzione perché non aveva programmi o visione, affermando che il sistema politico post-2011 era un sistema fallito che ha indebolito le istituzioni statali e portato a una grave crisi economica e sociale. Lei rifiuta anche di riconoscere il periodo di transizione politica e i suoi risultati, compresa la costituzione ratificata nel 2014.

Un’altra candidata per le elezioni presidenziali in Tunisia è Salma Al Loumi (63 anni). Era il ministro del turismo nel governo di Habib Essid. Prima della sua nomina, ha lavorato come segretario politico del partito Nidaa Tounes.

Al Loumi ha conseguito un Master in Management e ha lavorato come direttore generale di aziende operanti nei settori elettrico, alimentare e agricolo. È stata anche membro del Consiglio economico e sociale, ha presieduto il Consiglio commerciale tunisino-egiziano e ha contribuito alla creazione della Camera nazionale delle donne d’affari tunisine.

Al Loumi è stata selezionata nel 2013 tra le 25 donne più influenti in Africa, e nel 2014 e 2015 è stata selezionata per essere la donna più influente in Tunisia. Nel 2017 è stata nella lista delle 10 donne più potenti del settore pubblico in Medio Oriente da Forbes.  Al Loumi ha iniziato a emergere fortemente nell’arena politica attraverso il movimento Nidaa Tounes, fondato dal defunto presidente Beji Caid Essebsi nel 2012, dove le è stata affidata la responsabilità dell’ufficio finanziario del partito.

Nel presentare la sua candidatura alle elezioni presidenziali, Al Loumi ha affermato che il dossier di sicurezza nazionale in tutti i suoi settori «è la mia massima priorità per completare il lavoro del defunto presidente Essebsi», spiegando che lei rappresenterà in particolare i diversi gruppi sociali e le donne tunisine.

Per quanto riguarda l’Islam politico, Al Loumi ha affermato che non c’è futuro in Tunisia, perché la confusione tra religione e politica li sta corrompendo insieme.

Marwa Mohammed
Corrispondente dal Cairo