TUNISIA. Dei 97 richiedenti, solo 26 in corsa per la presidenza

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La Commissione elettorale indipendente della Tunisia ha annunciato il mercoledì l’accettazione dei fascicoli di 26 candidati, tra cui due donne, dei 97 candidati che si sono registrati per partecipare alle elezioni presidenziali che si terranno il 15 settembre.

Il capo dell’Alta Commissione elettorale indipendente in Tunisia, Nabil Bafoun, ha annunciato in una conferenza stampa l’elenco preliminare dei candidati. L’elenco comprende l’attuale primo ministro Yusuf al-Shahid nominato per il partito Tahya Tounes (Viva la Tunisia), il presidente del parlamento Abdel Fattah Moro nominato dal Movimento del Rinascimento islamico (al Nahda), e anche l’ex presidente tunisino Monsef Marzouki.

La commissione ha accettato anche i documenti del ministro della Difesa Abdel Karim al-Zubaidi, supportato dal partito Nidaa Tounes, che si considera tra i candidati più importanti per la successione del defunto presidente Beji Caid Essebsi.

Nella lista ci sono anche Nabil al-Qarawi, l’uomo d’affari e media e capo del partito “Cuore della Tunisia”, e Mehdi Gomaa, capo del Partito Al Badil ed ex primo ministro.

Tra i candidati ammessi vi sono l’ex ministro della pubblica istruzione e l’ex segretario generale di Nidaa Tounes, nominato indipendente Naji Djelloul, Mohsen Marzouk, capo del partito “il progetto della Tunisia”, Hama Hammami, portavoce della coalizione del Fronte Popolare e Hamadi Jebali, che era capo del movimento Nahdha.

L’elenco comprende due donne, Abeer Moussa, capo del Partito costituzionale libero, e Salma Mohammed al-Loumi,  leader del partito Nidaa Tounes, che si era candidato alle elezioni per il partito Amal.

Tra i nomi respinti, ma di spicco, troviamo  Mounir Battour, presidente del Partito liberale tunisino e presidente della istituzione Shams, un gruppo che difende i diritti degli omosessuali. Coloro che sono stati respinti possono presentare ricorso dinanzi al tribunale amministrativo entro 48 ore dalla decisione dell’Alta Commissione elettorale indipendente di respingere i propri fascicoli.

È da notare che il numero di coloro che hanno accettato i loro documenti di candidatura per le prossime elezioni è inferiore a quelli che hanno accettato i loro fascicoli nelle elezioni del 2014, che ammontavano a 27 candidati.

La campagna elettorale è stata fissata per il 2-13 settembre e, dopo il giorno del silenzio elettorale, gli elettori voteranno il 15 settembre.

I risultati preliminari delle elezioni saranno resi noti il 17 settembre, secondo il programma elettorale annunciato dal capo della Commissione elettorale suprema, Nabil Bafoun.

Inoltre, Bafoun, ha dichiarato che la commissione ha assegnato almeno 1.200 osservatori in tutto il paese per monitorare le attività sul campo dei partiti politici durante le campagne elettorali legislative e presidenziali.

Bafoun ha avvertito i candidati di non provare a sfruttare la loro influenza durante la campagna, sottolineando che “la Commissione è pienamente preparata a condurre il processo elettorale in modo tempestivo, equo e trasparente”.

Da parte sua, l’analista politico Fathi Al Massoudi ha detto che le correnti politiche in Tunisia sono disperse, il che confonde nelle elezioni presidenziali, tra cui la tendenza islamica divisa in cinque o sei entità e la loro base elettorale è sconnessa.

Al Massoudi ha spiegato che le famiglie politiche tunisine, sia progressiste che islamiche o centriste, sono tutte disperse e lacerate e questo confonde l’elettore tunisino.

Marwa  Mohammed
Corrispondente dal Cairo