Polveriera Tunisia

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TUNISIA – Tunisi. 09/01/13. Gli effetti devastanti dell’incapacità politica, l’inflazione e l’impossibilità per i giovani tunisini di trovare lavoro ha acceso ancora una volta la miccia degli scontri nel centro di Tunisia tra polizia e manifestanti. Proprio nel giorno della ripresa dei lavori della Assemblea Costituente che sta votando la nuova costiuzione, ferma all’articolo due, e sta lavorando sulla legge elettorale si fanno i conti con le proteste di ieri. A darne notizia Al Arabiya.

Decine di manifestanti hanno cercato ieri mattina di forzare le barriere della polizia per entrare negli uffici del partito islamista Ennahda al potere nella città di Kasserine, ma sono stati spinti via da gas lacrimogeni sparati dalla polizia. Notizia AFP.
La Tunisia centrale è anche la zona dove nel 2011, Sidi Bouzid, ha avuto inizio la rivolta popolare. All’epoca fu un giovane ambulante a darsi fuoco per protestare contro l’impoverimento delle nuove generazioni. Si tratta per lo più di zone povere dove le opportunità di sviluppo e crescita sono molto basse.
Ed è stato sempre di mercoledì, tre anni fa, che il primo manifestante è stato ucciso a Kasserine durante la rivolta nel paese natale della primavera araba che ha rovesciato il regime di Zine El Abidine Ben Ali. Kasserine è una delle regioni più povere della Tunisia ed è rimasto un focolaio di malcontento popolare. Dopo le rivolte del 2011, sono rimaste del tutto disattese le speranze di una Tunisia più produttiva e ricca, in alcuni casi la povertà è aumentata. Da qui la spinta verso la nuova protesta. Dopo tutto l’inflazione è arrivata ai massimi storici è a doppia cifra mentre gli stipendi, la dove ce ne sono, sono rimasti gli stessi del pre primavera araba, ai minimi storici.
Nel villaggio di Thala, che si trova nella regione Kasserine gli scontri sono iniziati martedì sera, i manifestanti hanno attaccato un posto di polizia, dandogli fuoco e scacciando le forze di sicurezza, fonte locale. I negozi e uffici pubblici sono rimasti chiusi a Kasserine anche ieri e di nuovo la folla è scesa in strada. Hanno gridato slogan come “Il popolo vuole la caduta del regime”, il grido di battaglia della primavera araba. Un poliziotto è stato ferito durante gli scontri dopo essere stato colpito da un candelotto lacrimogeno sparato in faccia da uno dei suoi colleghi. Da Al Jazeera, Youssef Gaigi, hariferito in un servizio che le condizioni in queste zone del Paese non sono migliori di quanto lo fossero nel 2011 quando è iniziata la protesta di massa.
Nel suo servizio il giornalista ha detto: «La gente continua a pagare un prezzo molto alto per la rivoluzione. Disoccupazione è alta e le condizioni di vita sono peggiorate« ha detto.
Le migliori condizioni di vita ricercate da molti giovani tunisini non sono riusciti a materializzarsi anzi hanno visto un incremento delle tasse.
La rabbia è cresciuta negli ultimi tempi su proposta del bilancio 2014, che è critici dicono inciderà negativamente le classi medie e sul lavoro attraverso aumenti delle tasse e dei tagli ai sussidi.