Tunisi: Azyz Amami in carcere

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TUNISIA – Tunisi. 14/05/14. Tunisi sottosopra per via dell’arresto del blogger Azyz Amami, che era già finito in cella, alla fine del dicembre 2010, quando al governo c’era Ben Ali e questi aveva ordinato una vasta retata di cyber-attivisti. Fonte Jeune Afrique.

Il cyberactivist, Azyz Amami, 31 anni, è stato arrestato con un amico, Sabri Mlouka, nella notte di lunedi 12 maggio alla La Goulette, un sobborgo di Tunisi, senza alcuna ragione ufficiale. Molti parenti del blogger, compreso suo padre, dicono che è stato fisicamente aggredito dalla polizia durante l’interrogatorio. I familiari hanno ipotizzato un collegamento tra l’arresto e le parole dette dal dissidente, il 24 aprile via etere dal canale TV Ettounoussya. Questo giovane è il difensore dei martiri rivoluzionari e rivendica per loro conto il diritto alla verità. Secondo i familiari del giovane,«la polizia, non riuscendo a continuare a compiere atti di vandalismo contro tanti giovani che hanno partecipato alla rivolta del dicembre 2010 e gennaio 2011, gli hanno imputato il reato di possesso di droga che in Tunisia è punibile con un anno di carcere». Oggi Azyz Amami potrebbe essere dunque finito nel mirino delle autorità per la sua forte critica al governo. Proteste per l’arresto da parte del padre Khaled. Dopo la mobilitazione per rilasciare Kafon, Weld El 15 e quattro registi, con l’arresto di Azyz Ammami e Sabri Mlouka si solleva nuovamente la questione cannabis/reati politici. Ovvero da un lato sorgono le proteste per il regime duro contro chi consuma cannabis, e si chiedono riforme per leggi obsolete. Dall’altro si alimenta un sentimento di rivolta, diffuso, tra i giovani di oggi, perché credono che la polizia in maniera arbitraria va contro la democrazia e che i luoghi dedicati alle aree di custodia cautelare sono al di fuori della legge.