Love Hotels a Tokyo

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GIAPPONE – Tokyo 22/02/2014. Camere arredate come ambulatori medici dove le coppie possono giocare “dottore e infermiera”, grotte dove è sempre Natale, stanze esotiche  declinate nei modi più strani, si tratta degli optional dei Love Hotel giapponesi in grado di soddisfare quasi tutti i gusti, offrendo poche ore di privacy a prezzi ragionevoli.

E con la crisi che sta vivendo il paese e i prezzi dei grandi alberghi simili hotel  sono un business a prova di recessione, riporta Tengri News. A pranzo nel giorno di san Velentino  in una dei love hotel a Shibuya, zona di Tokyo, c’era il tutto esaurito e solo due delle 34 camere erano libere. Secondo i gestori di simili strutture, a pranzo si tratta di coppie “in affari”, mentre in serata ci sono i più giovani. Il concetto di un Love Hotel è semplice: le camere possono essere prese per la notte o per due ore, definita “una pausa”; anche la stanza più semplice è dotata di un bagno privato, e con un prezzo di partenza di circa 7.000 yen (70 dollari) per la notte, che rappresenta un buon rapporto qualità-prezzo in un paese dove alloggio può essere costoso; una pausa costa a partire da 2000 yen. Più sale il prezzo più si hanno optional: lenzuola di lusso, televisore a schermo piatto, fornitura illimitata di intrattenimento per adulti, console per gioco, soffitto a specchio, idromassaggio per due e così via. Esistono stanza per tutti i gusti immaginabili: da quelli più viziosi, con latex, fruste e cuoio, a quelle a tema da Star Wars al Medioevo europeo. L’anonimato è garantito e la discrezione è assoluta. Si può fare il check-in e il check-out senza mai vedere un dipendente: la scelta della camere può essere fatta da un pannello nella hall pagando e ricevendo le chiavi da un distributore automatico. Secondo il professore Ikkyon Kim, autore di Rabu Hoteru Shinkaron libro sulla storia del fenomeno, afferma che i Love Hotels sono nati nell’epoca feudale del Giappone, che durò fino alla metà del XIX secolo: «Certo non erano chiamati così ma l’idea che una coppia possa affittare una camera per poche ore è vecchia (…) Prima della Seconda guerra mondiale, c’erano una serie di ryokan (locande tradizionali in stile giapponese con pavimenti in tatami), che funzionavano allo stesso modo». Il boom ci fu negli anni Cinquanta e Sessanta. «Hanno coperto un bisogno» dice Kim «Le persone vivevano in piccoli appartamenti dove tutta la famiglia dormiva nella stessa camera. Non c’era privacy (…) gli hotel erano grandi edifici con molte stanze, ognuna con il proprio bagno, un letto grande, un televisore a colori e tutto il genere di cose che la gente voleva avere in casa. Nel 1970 , i proprietari hanno iniziato a sperimentare forme più esotiche – castelli, camere fantastiche , e letti rotanti – e così via. Vincolati da regole severe in materia di pubblicità e di buon gusto, ma non ostacolati dalla pianificazione urbana europea, attraverso disegni stravaganti, torrette variopinte e improbabili a gran voce hanno annunciato la loro presenza ai passanti, senza mai far  menzione del sesso». La bolla economica degli anniOttanta ha creato l’esplosione del fenomeno: secondo le stime ci sono fino a 30mila simili strutture in Giappone, un settore che vale 40 miliardi di dollari all’anno.