Nuove proteste pacifiste a Tokyo

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GIAPPONE – Tokyo 13/09/2015. Migliaia di persone si sono riunite intorno all’edificio della Dieta Nazionale nipponica nel centro di Tokyo la sera dell’11 settembre per esprimere la propria opposizione al primo ministro Shinzo Abe e alla sua amministrazione che intendono riformare la politica militare del Giappone forzando la legislazione esistente in Parlamento.

Le proteste muovono dal timore che il Giappone lasci la sua politica pacifista e ritorni ad una politica più assertiva in politica estera e militare. I manifestanti erano meno dei 120mila registrati il 30 agosto, a causa del maltempo, e hanno chiesto comunque al governo di non modificare la Costituzione e di rinunciare alla guerra nonché le dimissioni di Abe. Come nelle altre manifestazioni, i partecipanti erano una fotografia deo Giappone che si oppone alla modifiche proposte dal governo Abe: giovani e anziani, studenti e lavoratori preoccupati per le ripercussioni di un possibile coinvolgimento del paese in azioni militari. La mobilitazione degli studenti è avvenuta tramite social media e il passaparola elettronico. Insieme con gruppi civici che si battono contro la guerra e quelli anti-Abe, numerosi erano gli anziani del partito di opposizione che hanno a gran voce chiesto al governo di abbandonare i suoi piani militari. All’evento erano presenti Katsuya Okada, leader del principale partito democratico del Giappone (Dpj), e Kazuo Shii, presidente del Partito comunista giapponese (Jcp), che hanno ribadito il lor impegno per contrastare le velleità del governo Abe. Inoltre, il segretario generale Dpj, Yukio Edano, ha più volte denunciato la minaccia alla democrazia rappresentata dall’amministrazione di Shinzo Abe. Il premier nipponico gode di una popolarità in picchiata da quando ha fato passare i “decreti militari” alla camera bassa non consentendo un adeguato dibattito parlamentare, la sua amministrazione sta tenendo d’occhio la popolarità del Dpj, in crescita, che chiede addirittura elezioni anticipate.