TOGO. Gas e cariche della polizia contro l’opposizione

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Le forze di sicurezza del Togo hanno sparato gas lacrimogeni contro i manifestanti antigovernativi durante una manifestazione notturna nel centro di Lomé per porre fine alla dinastia della famiglia Gnassingbe, che governa il paese da cinquant’anni.

Secondo quanto riporta Defence Web, l’uso dei gas è stato fatto dopo due giorni di proteste in tutto il paese con decine di migliaia di persone, la più grande sfida al governo di Faure Gnassingbe, che è succeduto a suo padre scomparso 12 anni fa.

In precedenza, le forze di sicurezza hanno represso violentemente le proteste, uccidendo almeno due persone durante una marcia dell’opposizione ad agosto e centinaia di persone dopo le elezioni contestate in cui Gnassingbe ha preso il potere nel 2005

Fino alla serata del 7 settembre, gli agenti di polizia con i bastoni avevano visto passivamente sfilare i manifestanti con addosso magliette rosse, rosa e arancioni, colori dell’opposizione, ballare e protestare per le strade della capitale.

Le proteste nel paese dell’Africa occidentale, che ha otto milioni di abitanti, sono proseguite nonostante le numerose segnalazioni di interruzioni della Rete confermate dall’organizzazione non governativa Internet Without Borders. Altri operatori storici africani in Gabon e Camerun hanno utilizzato i tagli alla rete per controllare le critiche e reprimere le proteste in momenti delicati. Gli sms sono stati bloccati a Lomé il 7 settembre.

Gnassingbe Eyadema, padre del presidente, prese il potere in un colpo di Stato nel 1967, pochi anni dopo che il territorio noto come “Togo francese”, una volta in mano tedesca, divenne indipendente dal potere coloniale francese.  L’attuale presidente questa settimana ha cercato di placare gli oppositori presentando un progetto di legge per riformare la costituzione e reintrodurre limiti, che il padre aveva abolito nel 2002. 

I leader dell’opposizione sono scettici sull’attuazione delle riforme che il governo ha bloccato per più di un decennio e il Primo Ministro Komi Selom Klassou ha confermato che i limiti temporali non si applicherebbero retroattivamente. Ciò potrebbe significare che Gnassingbe, 51 anni, attualmente al suo terzo mandato, potrebbe rimanere al potere per altri due mandati a partire dalle prossime elezioni, fino al 2030.

Lucia Giannini