THAILANDIA. Trump sospende l’import duty free di Giacarta

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Donald Trump sospenderà la preferenza commerciale per l’industria ittica tailandese dopo che Giacarta non è riuscita ad adottare misure per migliorare i diritti dei lavoratori, dando un colpo a questo settore multimiliardario. La Thailandia è il terzo esportatore mondiale di frutti di mare, ma il suo status di fornitore è stato gravemente contaminato negli ultimi anni da segnalazioni di schiavismo e traffico di esseri umani nella forza lavoro prevalentemente migrante.

Come riporta Channel News Asia, tutti i prodotti ittici thailandesi perderanno la loro ammissibilità alle preferenze commerciali a causa di «problemi di lunga data in materia di diritti dei lavoratori nel settore dei prodotti ittici e della navigazione», citando l’Ufficio del Rappresentante Commerciale degli Stati Uniti.

La sospensione delle preferenze commerciali, che secondo Bloomberg valgono 1,3 miliardi di dollari, entrerà in vigore il 25 aprile 2020, secondo una lettera inviata venerdì alla Presidente della Camera Nancy Pelosi: «Ho stabilito che la Thailandia non sta prendendo misure per garantire ai lavoratori tailandesi diritti dei lavoratori riconosciuti a livello internazionale (…) è opportuno sospendere il trattamento in franchigia doganale», ha detto Trump nella lettera.

Nell’ambito del programma del Sistema di preferenze generalizzate degli Stati Uniti, i paesi ammissibili sono in grado di importare alcune merci negli Stati Uniti in franchigia doganale. Altri articoli che perdono le preferenze di duty-free includono frutta e verdura, prodotti di abbigliamento ed elettrodomestici.

Secondo l’Office of the US Trade Representative, le esportazioni Made in Thailandia verso gli Stati Uniti sono state pari a 31,9 miliardi di dollari nel 2018, con i macchinari elettrici che costituiscono la maggior parte delle merci in arrivo. La sospensione degli Stati Uniti arriva nonostante l’Unione europea abbia recentemente cancellato la Thailandia dalla sua lista nera a gennaio, vedendo gli sforzi compiuti dal governo per contrastare la pesca illegale.

La Thailandia era sulla lista dal 2015 dopo le accuse di abusi dilaganti dei diritti dei lavoratori nelle sue flotte di pescherecci.

Anna Lotti