THAILANDIA. L’ASEAN è irritata con Donald Trump

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L’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico, Asean, ha concluso il suo summit annuale ta Bangkok con poco o nessun progresso nelle dispute territoriali della regione con la Cina nel Mar Cinese Meridionale.

L’Amministrazione Trump ha creato scontento tra i leader Asean per aver scelto un basso profilo; allo stesso tempo, il premier cinese Li Keqiang ha tranquillamente promosso gli interessi di Pechino nella regione, anche attraverso nuovi accordi relativi a infrastrutture e altro raggiunti con Cambogia e Laos. Nel frattempo, non c’è stata alcuna discussione all’interno del gruppo su questioni più pressanti relative al Mar Cinese Meridionale, compresa la notizia secondo cui la Cina si è assicurata per trent’anni una base navale in Cambogia che, se fosse vera, potrebbe spostare il calcolo strategico sul mare dando a Pechino un nuovo accesso nell’area rispetto agli Stati Uniti, riporta Asia Times.

Gli Stati Uniti, rappresentati dal consigliere per la sicurezza nazionale di Trump Robert O’Brien, sono stati visibilmente isolati durante il vertice di Bangkok. La maggioranza degli Stati dell’Asean, compresi i principali alleati e partner americani, ha palesemente saltato il vertice annuale Asean-Us.

Ciò significa che i leader dell’Asean hanno così perso le osservazioni preparate da O’Brien sull’impegno degli Stati Uniti a mantenere la libertà di navigazione nel Mar Cinese Meridionale: «La regione non ha alcun interesse in una nuova era imperiale in cui un grande paese può governare gli altri sulla teoria che potrebbe fare bene», ha detto O’Brien, riferendosi alla Cina, «L’America sta aiutando i nostri amici dell’Asean a sostenere la loro sovranità». I paesi Asean, infatti, hanno rifiutato di inviare capi di governo e di Stato per incontrare il consigliere americano per la sicurezza nazionale. 

L’Asean nel suo complesso non era soddisfatta della voluta assenza del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha inviato funzionari di livello inferiore alla riunione.

Inoltre i membri Asean erano apparentemente uniti nel rifiuto di schierarsi dalla parte dell’appello degli Stati Uniti a unirsi contro la crescente assertività della Cina sul Mar Cinese Meridionale. Il presidente filippino Rodrigo Duterte, attuale coordinatore Asean-Cina, ha semplicemente chiesto una reciproca “autolimitazione” nel Mar Cinese Meridionale: «L’Asean deve, quindi, rimanere unita. Dobbiamo aprire la strada alla costruzione della fiducia tra tutte le parti interessate», ha detto il presidente filippino, non criticando esplicitamente Pechino e né sostenendo gli sforzi americani per mobilitare la regione.

Lucia Giannini