Il pasticcio della costituzione tailandese

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THAILANDIA – Bangkok 30/01/2016. Il primo progetto di nuova costituzione tailandese presentato il 29 gennaio stato giudicato tentativo della giunta di estendere la sua permanenza al potere.

I toni più alti della polemica sono stati quelli del partito Puea Thai, nucleo del governo rovesciato nel maggio 2014. Il progetto, presentato ai media locali il 29 gennaio, dovrebbe essere completato entro l’inizio di aprile e sarà oggetto di un referendum previsto per luglio 2016.Se approvata, infine, le elezioni avverranno alla fine del 2017. Il premier Prayuth Chan-Ocha ha già annunciato che le elezioni si sarebbero svolte nel luglio 2017, avendole originariamente rinviate alla fine del 2015. Il progetto consente alla giunta di rimanere al potere per altri 15 mesi a partire dalla promulgazione della bozza di costituzione. Anche il partito Democratico, più in sintonia con la giunta militare, hanno espresso preoccupazione per la mancanza di un piano in caso di bocciatura nel referendum. Altra clausola al centro di polemiche e quella che richiede ad ogni partito di indicare i nomi dei tre candidati alla carica di primo ministro; il Parlamento avrebbe poi eletto il premier dalla lista combinata dopo le elezioni. Anche il sistema elettorale è ritenuto impraticabile: gli elettori voterebbero un candidato, ma tutti i voti espressi dei candidati perdenti sarebbero poi sommati a livello nazionale per il calcolo dei voti per le diverse liste di partito, col rischio di creare coalizionie deboli e instabili. Coalizioni di governo instabili erano la maledizione della politica thailandese nel 1990, fino a quando una nuova costituzione fu votata nel 1997. Con questo nuovo quadro costituzionale, il tycoon Thaksin Shinawatra fu eletto nel 2001 e rieletto nel 2005. Shinawatra è stato rovesciato dai militari in un colpo di stato a settembre 2006, così come il governo della sorella, Yingluck Shinawatra, nel 2014.