Grano per Teheran

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IRAN – Teheran 08/02/2014. L’Iran ha comprato almeno 400mila tonnellate di frumento. Si tratta del primo grande acquisto dello stato dal dicembre 2013.

A comunicarlo gli operatori di borsa il 7 febbraio, legando l’acquisto all’allentamento delle sanzioni occidentali. 

Occorre precisare che all’Iran non è mai stato impedito di acquistare cibo anche sotto sanzioni, ma le misure finanziarie dell’Ue e degli Usa avevano reso più difficile il commercio negli ultimi due anni, ostacolando pagamenti e spedizione. L’accordo tra le potenze mondiali e l’Iran trovato a novembre 2013 ha temporaneamente attenuato le sanzioni su alcuni settori dell’economia iraniana. Il grano appena acquistato proviene da Russia e Unione europea, tra cui la Germania, e le spedizioni avverranno tra marzo e maggio. Il rischio percepito dai trader cerealicoli è che esploda il fenomeno del contrabbando dalla Turchia di frumento, un mercato, quello turco, di per sé già nervoso.  L’ultimo grande acquisto iraniana era stato fatto a dicembre 2013, per circa 250mila tonnellate di grano messicano per la pastificazione e 180mila tonnellate per l panificazione dal Mar Nero. L’Iran era un cliente importante per il frumento tedesco nella stagione 2013 con poco più di 1 milione di tonnellate acquistate e circa 250mila tonnellate di frumento tedesco avrebbero dovuto essere spedite in Iran a gennaio 2014. Il presidente Rouhani  si trova ad affrontare una galoppante crisi economica sistemica e ha promesso di riformare le caotiche finanze dell’Iran. Il parlamento di Teheran ha approvato piani per tagliare i sussidi sul carburante e cibo, ormai in ritardo nell’attuazione da diversi mesi mentre le autorità stanno cercano di ammorbidire il colpo per i consumatori distribuendo cibo. L’allentamento delle sanzioni dovrebbe incrementare di poco anche l’attività del porto di Bandar Abbas, colpito dal tracollo commerciale legato alle sanzioni.  Secondo Business Monitor International, il volume di movimentazione di Bandar Abbas crescerà del 3,1 per cento nel 2014, in netto contrasto col calo del 25 per cento nel 2013; tra le commodity più “gettonate”  cereali e zucchero.

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