I target del messaggio Is a Tokyo

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ITALIA – Roma 02/02/2015. Il video della decapitazione di Kenji Goto lascia il campo ad alcune riflessioni sul video stesso e sulle sua finalità.

È probabile che il video sia stato girato in precedenza, cioè prima delle richieste di scambio e riscatto, ed è questo il motivo per cui Amman ha chiesto insistentemente prova della loro vita, del pilota soprattutto. La riposta del governo giordano é stata chiara: Amman non scherza e se dovesse uscire anche il video dell’uccisione del tenente Muath al-Kaseasbeh con molta probabilità, le forze giordane potrebbero reagire con attacchi mirati contro le strutture dello Stato islamico ad Aleppo, Raqqa, o forse Dabiq, luogo che possiede un fascino ed una importanza quasi magica per lsis. L’operazione mediatica dello Stato Islamico si rivolge a specifici segmenti di mercato: il messaggio avrebbe tre destinatari diretti. Il primo target è il governo giapponese e il messaggio al governo giapponese è molto chiaro: non sostenere le forze della coalizione schierate contro lo Stato islamico o una qualsiasi delle loro forze alleate. Questa parte particolare del messaggio non è apparsa però sui media occidentali.
Il secondo target è il popolo del Giappone: cercano di influenzarlo politicamente per rivoltarsi contro il governo Abe. Con un sostegno popolare debole, nelle intenzioni di Isis, è più probabile che il governo giapponese lasci il sostegno alla coalizione o addirittura la guerra contro il terrorismo.
Il terzo target è il reclutamento di nuovi combattenti per lo Stato islamico. Si tratta dell’audience interna più vicina alle posizioni politiche di Isis che verrebbe attratta da un simile sfoggio di cruenta potenza.