TAP e IGB: il sì di Atene

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GRECIA – Atene 13/02/2015. Il governo greco sosterrà la costruzione della Trans Adriatic Pipeline (Tap) e il gasdotto Interconnector Greece-Bulgaria (Igb).

I media greci, il 13 febbraio, citano il ministro della Ricostruzione produttiva, ambiente ed energia, Panagiotis Lafazanis che durante la sua visita in Azerbaigian, ha annunciato il sostegno greco al completamento più rapido possibile di questi progetti. Lafazanis ha partecipato alla prima riunione del consiglio consultivo per corridoio meridionale del gas, tenutasi in Azerbaigian il 12 febbraio. In precedenza Lafazanis aveva detto che il governo greco avrebbe sostenuto la costruzione di Tap, chiedendo però ulteriori benefici dal transito del gas attraverso il territorio ellenico. La richiesta greca è stata discussa nel corso della riunione di Lafazanis con il ministro dell’energia azero Natiq Aliyev. In Azerbaijan, Lafazanis ha anche incontrato il ministro dell’Energia bulgaro, Temenuzhka Petkova. I due ministri hanno ribadito il sostegno dei loro paesi per la rapida realizzazione di Igb e hanno sottolineato la necessità di esaminare ulteriormente i progressi del progetto nel futuro immediato. Il progetto Tap è stato scelto dal consorzio azero Shah Deniz come via principale verso i mercati europei. I circa 870 km del gasdotto si collegheranno con la Trans Anatolian Pipeline (Tanap) vicino al confine turco-greco a Kipoi, attraverseranno la Grecia e l’Albania e il Mar Adriatico, per arrivare nel Sud Italia.
La costruzione di Tap dovrebbe iniziare nel 2016, e la sua capacità iniziale sarà di 10 miliardi di metri cubi all’anno, facilmente estensibile a 20 miliardi di metri cubi, quando i nuovi volumi di gas entraranno in funzione. Igb si propone di connettersi con Tap: nel gennaio del 2014, un memorandum d’intesa e cooperazione è stato firmato tra Tap e Icgb, la società incaricata dello sviluppo, finanziamento e costruzione di Igb. Il memorandum è teso a stabilire la cooperazione tecnica, al fine di sviluppare ulteriormente le infrastrutture strategiche nella regione.