Tazara in crisi

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TANZANIA – Dar Es Salaam 09/01/2014. L’Autorità ferroviaria Tanzania Zambia (Tazara) fa viaggiare una treno espresso settimanale, tra Kapiri Mposhi, circa 200 km a nord della capitale dello Zambia Lusaka e 1.800 km a sud ovest di Dar Es Salaam, Tanzania.

L’intero viaggio dovrebbe prendere tre giorni, ma potrebbe durare quattro o cinque, e forse anche di più se c’è un guasto alla linea che è tuttora “traballante”. Mancando studi di fattibilità per valutare costi e impatto di una sua ristrutturazione la linea ferroviaria potrebbe non scomparire.
Storicamente, le rotte commerciali dello Zambia si sono dirette sempre verso sud, con il rame estratto dal sud-ovest del paese e spedito in Rhodesia del Sud (oggi Zimbabwe) e in Sud Africa. Ma la dichiarazione unilaterale di indipendenza della Rhodesia nel 1965 ha messo nello caos le cose, separando la colonia dall’Impero Britannico, e innescando un intero nuovo paradigma commerciale per la regione. Con il percorso a sud ormai bloccato, lo Zambia sembrava alle porte della Tanzania, ma non era in grado di portare via strada ed efficientemente la propria produzione di rame attraverso la Great North Road fino a Dar Es Salaam. Mentre il paese neo-indipendente ha cominciato a perdere denaro ad un tasso elevato, e in questo contesto fu discussa l’idea per la ferrovia. Nel 1970, una squadra di operai cinesi iniziò la costruzione della ferrovia Tazara. La ferrovia integrava gli abitanti delle città e dei villaggi, i prodotti con i mercati, occidentali e africani, e l’industria con la natura.
La linea fu completata a metà degli anni ’70, ma oggi sta gradualmente collassando: da una ottica economica, trasporto merci, Tazara trasporta meno rame di prima paralizzata dagli scioperi e dal fatto che il governo dello Zambia preferisce investire in strade, anche in quanto le offerte per il trasporto ferroviario con il Congo e la Tanzania sarebbero più facili. Le attuali iniezioni cinesi di liquidità non riescono a farla girare e la sua ricapitalizzazione oggi arriva a 1 miliardo di dollari, gli sforzi per la privatizzazione sono stati inutili e il nuovo quinquennale piano di affidamento è costato 211 milioni di dollari, di cui il 15% dal settore privato.