TANZANIA. Armi da fuoco contro il riscaldamento globale 

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La Tanzania passa alle manieri forti, il pianeta ora lo difende con armi vere e proprie. La sfida al riscaldamento globale passa anche per il mantenimento delle aree verdi, polmoni naturali della terra. Ma questo diventa sempre più difficile in quei paesi dove il commercio di piante animali rari è un vero e proprio business. Il distretto di Mlele, nella regione di Katavi in Tanziana, ha così preso l’iniziativa, assumendo 280 paramilitari da loro formati.

Adesso questi uomini e donne andranno a sostenere le attività di Ngorongoro Conservation Area Authority (NCAA); Tanzania Forest Services (TFS) e Tanzania, Wildlife Management Authority (TAWA). 

Il generale Khamis Semfukwe ha spiegato che il globale riscaldamento o cambiamento climatico e i relativi effetti negativi sono spinti da una serie di attività umane distruttive per l’ambiente. Semfukwe è convinto che quando le persone invadono le foreste e le riserve naturali illegalmente per tagliare alberi e saccheggiare altre piante o bracconare la fauna selvatica, alla fine il paese perde il suo verde. Le piogge diminuiscono e la siccità devasta il territorio. «Ecco perché è ora importante dotare il nostro personale paramilitare di armi vere e proprie, in particolare armi da fuoco, perché i bracconieri e altri criminali che prendono di mira le riserve naturali sono di solito armati fino ai denti con l’artiglieria moderna», ha sottolineato. Così, essenzialmente siamo ora costretti a dispiegare armi da fuoco reali e moderne per combattere la guerra globale a chi devasta le nostre foreste, come bracconieri o ai disboscatori illegali. 

Ed ecco spiegata l’assunzione di 280 paramilitari di formazione per il personale di conservazione. L’addestramento è iniziato a maggio ed è terminato il 16 agosto. Le nuove guardia parco hanno studiato materie pratiche e teoriche su armi, sfilata, esercizio fisico; sistema di posizionamento globale; lettura di mappe digitali e ordinarie; conservazione; legge di base e procedure di immigrazione e anti-graft. Dei 280 laureati che sono passati a Mlele, c’erano anche 194 ranger.  L’assunzione ha anche previsto la formazione di formatori in cui 28 insegnanti di TAWA, TANAPA e TANAPA. 

Anna Lotti