Tamarod vuole battere Morsi

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EGITTO – Il Cairo 19/5/13. Nel mezzo di un’affollata piazza al Cairo, un gruppo di 15 attivisti inizia a ripetere il proprio annuncio con un megafono: «Siamo stufi di questo tiranno! … Senza cibo, senza elettricità, senza soldi, Morsi non ha fatto nulla per migliorare le nostre condizioni».

Ecco il loro messaggio: «Perché le strade rimangono insicure, noi non ti vogliamo. Perché i poveri non hanno ancora posto, non ti vogliamo (…) perché l’economia è crollata non ti vogliamo» e così via.

In meno di 30 minuti, il gruppo è diventato il catalizzatore della piazza. Egiziani da tutti i ceti sociali volevano manifestare il proprio malcontento.

Nelle ultime due settimane, centinaia di incontri analoghi sono avvenuti in tutto l’Egitto: piazze affollate, mercati, stazioni della metropolitana, a dimostrazione della crescente popolarità di questa iniziativa apartitica che ha unito la maggioranza dell’opposizione egiziana: Tamarod (il Ribelle).

Tutto è iniziato con tre attivisti del movimento Kefaya, uno dei più antichi gruppi di opposizione in Egitto, i fondatori hanno reclutato circa 60 volontari provenienti da diversi ambiti politici, che hanno redatto la petizione e formano la pietra angolare del movimento, che è nato ufficialmente il primo maggio.

Il movimento ha sede al Cairo, gli organizzatori in ogni provincia, e una forte rete di volontari, il cui numero significativamente è aumentato dopo che il Fronte di Salvezza Nazionale, il Movimento Giovanile 6 aprile, il partito della Costituzione, il partito Conferenza egiziana e molti altri avversari dei Fratelli Musulmani ufficialmente hanno aderito al movimento.

In una conferenza stampa la settimana scorsa, Tamarod ha sostenuto che in meno di 10 giorni ha raccolto più di 2 milioni di firme grazie all’impegno dei suoi volontari per le strade, e tramite il modulo online della petizione.

Tamarod subito diventato una parola d’ordine sui media e nella blogosfera.

Raccogliere petizioni non è una nuova tattica per l’opposizione egiziana. Già nel 2010, l’Associazione Nazionale per il Cambiamento ha raccolto più di un milione di petizioni firmate per fare pressione allora presidente Mohamed Hosni Mubarak per le riforme politiche ed elezioni eque.

I Fratelli Musulmani non considerano Tamarod un interlocutore serio e anzi il governo ha denunciato all’autorità giudiziaria il movimento. 

Secondo il portavoce del Tamarod, il movimento chiederà a un milione di persone di marciare il 30 giugno al palazzo presidenziale d’Ithadiya, dove potranno dimostrare che sono riusciti a raggiungere l’obiettivo di 15 milioni di firme annunciano che la legittimità del presidente è annullata.