Tamarod: ora tocca al Bahrein

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BAHREIN – Manama 23/08/2013. In Bahrein i dissidenti hanno reagito favorevolmente alla nascita della campagna Tamarod Bahrain, annunciato all’inizio del mese di luglio e lanciato ufficialmente il 14 Agosto 2013.

Ma lo Stato ha reagito con misure pesanti, adottando nuove leggi che limitano le libertà personali e la libertà di espressione, che vietano le dimostrazioni, minacciano di privare le persone della loro cittadinanza e di imporre pene dure per i membri dell’opposizione. Inoltre è stata incrementata anche la della polizia e della sicurezza rendendo complicate le manifestazioni di dissenso, riporta  il quotidiano as Safir. 

Il portavoce del Movimento Tamarod Bahrein, Youssef Hussein, ha detto: «Il 14 agosto ha segnato l’avvio di un progetto politico che resisterà, non importa quanto sia complicata la situazione della sicurezza, perché la nostra strategia è l’azione popolare di strada, che non finisce anche se la leadership del movimento viene arrestata».

Youssef ha affermato che la campagna sta organizzando «la pianificazione di opportunità e sfide e l’organizzazione di nuove iniziative popolari basandosi su azioni pacifiche (…) Attraverso il lancio di questo movimento, siamo riusciti a trasformare 14 agosto in una festa nazionale (…) La campagna è riuscita a creare un movimento di disobbedienza civile volontario, ad ampio raggio, compresi i titolari di piccole e medie imprese commerciali».

Per Youssef l’organizzazione di 120 manifestazioni, in cui i partecipanti hanno tutti rispettato le tattiche e le istruzioni stabilite, e il fatto che nessuna morte si sia registrata nonostante l’aggressività e la mobilitazione delle forze di sicurezza è un successo. «Il regime è in uno stato di isteria politica e di insicurezza senza precedenti, con i suoi tentativi di evitare la condanna internazionale per la repressione della campagna», ha poi aggiunto «i successi della campagna possono essere suddivisi in quattro categorie principali: politici, massmediatici, nelle strade e morali».

Oltre alle chiamate di Tamarod Bahrein alle dimostrazioni e alla disobbedienza sociale, altre organizzazioni politiche di opposizione del Paese stanno sostenendo il diritto di manifestare pacificamente e hanno condannato gli attacchi contro i dimostranti.