TAIWAN. Tsai Ing-wen si dimette dopo la sconfitta elettorale

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La Presidente di Taiwan Tsai Ing-wen si è dimessa dalla presidenza del Partito Democratico Progressista, Dpp, il 24 novembre dopo aver subito una pesante sconfitta nelle elezioni di metà mandato.

Il partito oggi all’opposizione, il Kuomintang, Kmt, favorevole a Pechino, ha ottenuto importanti risultati di fronte alla crescente pressione della Cina sull’isola. «Come presidente del partito al governo, mi assumerò la completa responsabilità per l’esito delle elezioni locali di oggi (…) Mi dimetto da presidente del Dpp. I nostri sforzi non sono stati sufficienti e abbiamo deluso tutti i nostri sostenitori che hanno combattuto con noi. Voglio esprimere le nostre più sincere scuse (….) Abbiamo imparato una lezione e dobbiamo rifletterci perché, ovviamente, gli elettori hanno maggiori aspettative da noi», addetto Tsai, riporta Afp. Su Facebook, il premier William Lai ha offerto le sue dimissioni ma Tsai gli ha chiesto di rimanere al suo posto.

L’affluenza alle urne sembra essere una delle più alte registrate e la partecipazione di milioni di elettori era stata considerata come una prova di fiducia per Tsai. Lunghe file di elettori, alcuni delle quali si estendevano per più di un chilometro, si sono formate al di fuori di molti dei 15.000 seggi elettorali dopo la loro apertura alle 8 del mattino, riporta il South China Post.

Tsai e il suo partito hanno dovuto affrontare una crescente ostilità alle riforme interne e le preoccupazioni per il deterioramento delle relazioni con la Cina, che considera Taiwan parte del suo territorio. Il Kuomintang ha dichiarato vittoria in 15 dei 22 seggi della città e della contea, dai soli sei che aveva prima delle elezioni. Il Dpp, che aveva 13 seggi, ha dichiarato vittoria in soli sei e ha perso la sua tradizionale roccaforte nella città di Kaohsiung per la prima volta in 20 anni.

Il Dpp è tradizionalmente favorevole all’indipendenza e Tsai ha rifiutato di riconoscere la posizione di Pechino secondo cui Taiwan fa parte di “una sola Cina”, a differenza del suo predecessore del Kmt Ma Ying-jeou.

Prima del voto, i funzionari di Tsai e del Dpp hanno ripetutamente affermato di credere che la Cina si sia intromessa nella preparazione delle elezioni attraverso una campagna di “notizie false”, fatto che Pechino ha negato; per il Kmt, le elezioni locali sono un voto di sfiducia a Tsai, e il partito ha promesso di rilanciare l’economia e migliorare ancora una volta i rapporti con la Cina.

Lucia Giannini