TAIWAN. Taipei non vuole lo sversamento delle acque di Fukushima

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Taiwan ha avvertito il Giappone di non scaricare l’acqua radioattiva dei nuclei dei reattori bruciati della centrale nucleare Daiichi di Fukushima nell’oceano, temendo che le correnti prevalenti possano alla fine spingere l’acqua inquinata verso le proprie coste.

Nel marzo 2011, uno tsunami innescato da una scossa sottomarina ha colpito la principale base nucleare che fornisce energia a Tokyo, e il disastro ha reso inabitabile un’ampia fascia delle aree limitrofe, oltre che una fuoriuscita di polvere radioattiva sulla capitale.

L’Atomic Energy Council, Aec, di Taiwan teme che le correnti possano portare l’acqua inquinata attraverso l’Oceano Pacifico fino alla costa fino al Nord America, che potrebbe ritornare a Taiwan in tre o sei anni. L’Aec ha detto che avrebbe presentato un reclamo al governo giapponese se avesse deciso di scaricare l’acqua radioattiva in mare, ma ha anche sottolineato che i funzionari e gli scienziati giapponesi non avevano ancora raggiunto un consenso su cosa fare con la quantità impressionante di acqua contaminata. 

Il ministero giapponese per la Protezione dell’ambiente e la Tokyo Electric Power Co, che possiede i reattori nucleari di Fukushima, dicono che lo stoccaggio di un milione di tonnellate di acqua radioattiva utilizzata per raffreddare i reattori per evitare un’ulteriore fusione arriverebbe alla portata massima entro tre anni. 

Il Giappone sta preparando un piano per rilasciare in mare parte delle acque reflue meno radioattive, secondo quanto riferito 10.000 tonnellate, un’idea che ha immediatamente alimentato i timori nei paesi vicini, tra cui Taiwan e la Corea del Sud. 

Se l’acqua dei reattori entrasse nell’Oceano Pacifico, verrebbe prima trasportata da correnti verso il Nord America dall’Alaska, la Columbia Britannica del Canada fino alla California, prima di spostarsi verso sud e raggiungere Taiwan in tre o sei anni, secondo la National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti e il tedesco Helmholtz Centre for Ocean Research for Ocean Research. 

Detto questo, si ritiene che quando l’acqua radioattiva è tornata in Asia e ha raggiunto Taiwan, le sostanze inquinanti sarebbero state attenuate ad una concentrazione di quasi una su 10.000, molto meno nociva dopo il processo di diluizione nel vasto Oceano Pacifico. 

Aec dice che l’acqua e il pescato in nove porti di Taiwan vengono regolarmente campionati per verificare la radioattività, senza che finora siano stati riscontrati risultati anomali. Nel frattempo, i gruppi verdi di Taiwan temono il ripetersi del disastro di Fukushima sull’isola se il governo porta avanti il suo piano per riprendere la costruzione di una centrale nucleare, oggi fuori servizio, vicino a un gruppo di linee di faglia alla periferia di Taipei.

Un’indagine geologica del governo ha identificato fino a cinque linee di faglia attive vicino alla centrale nucleare n. 4 della Taiwan Power Co a New Taipei City, e la posizione traballante del terreno e della costa significa che il progetto nucleare è simile allo scenario della centrale di Daiichi, in un’area sismicamente attiva e dovrebbe essere messo definitivamente da parte, dicono gli oppositori del progetto.

Maddalena Ingrao