TAIWAN. Taipei aumenta la spesa per la Difesa e ottiene più appoggi da Washington

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Taiwan continuerà ad aumentare la spesa per la difesa, sviluppare la sua industria della difesa e lavorare con i suoi partner per contribuire alla pace e alla sicurezza regionale. «Taiwan è veramente consapevole che la sicurezza regionale e globale sono inseparabili dalla nostra sicurezza e prosperità», ha detto il presidente Tsai Ing-wen al Ketagalan Forum: 2018 Asia Pacific Security Dialogue, riporta la Cna.

«Ci impegniamo a rafforzare le forze di difesa e di dissuasione (…) Le nostre spese per la difesa andranno di pari passo con le nostre esigenze e con la crescita del Pil e stiamo sviluppando anche la nostra industria della difesa», ha aggiunto Tsai.

Le osservazioni del presidente taiwanese sono arrivate dopo che il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha chiesto all’isola di aumentare il suo bilancio per la difesa portandolo a un livello commisurato alle sfide della sicurezza.

Sebbene il governo Tsai si sia ripetutamente impegnato a incrementare la spesa per la difesa dall’inizio del suo mandato nel maggio 2016, gli aumenti effettivi della spesa sono stati modesti, compreso un aumento dell’1,9 per cento per l’esercizio 2018, lasciando la spesa militare a circa il 2% del Pil, ben al di sotto del 3% previsto nel maggio 2016.

Nell’ottobre 2017, Tsai si è impegnata ad aumentare ogni anno del 2% la spesa per la difesa, con un possibile ulteriore aumento dell’1% per l’acquisto di armi speciali.

Nel suo discorso, Tsai si è concentrata sulle tendenze generali della sicurezza regionale e ha avvertito della minaccia continua della Cina. «Le dinamiche politiche, economiche e militari della regione sono state in rapida evoluzione nel corso dell’ultimo anno», ha detto «con alcuni sviluppi che creano opportunità, come il vertice tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader della Corea del Nord Kim Jong-un (…) Ma altri stanno creando nuove sfide (…) Queste sfide, tradizionali e non, stanno minando i nostri valori democratici condivisi e l’ordine internazionale basato su regole che ha aiutato questa regione a stabilire pace, stabilità e prosperità dalla fine della Seconda guerra mondiale (…) Purtroppo, negli ultimi anni, la Cina ha adottato una politica aggressiva per far progredire la propria agenda in tutto il mondo. Ha continuato ad utilizzare il forte potere di influenzare i suoi vicini, tra cui esercitazioni militari in questa regione e l’invio di aerei per circondare Taiwan (…) L’unico modo in cui possiamo rispondere insieme alle sfide globali in evoluzione è rafforzare le nostre partnership regionali e globali», ha affermato Tsai.

Le ha fatto eco Ash Carter, ex segretario alla Difesa Usa. Carter ha detto di essere coinvolto nella Strategia Indopacifica di Washington, che favorisce «una rete inclusiva di paesi che perseguono la sicurezza in modo basato su regole e principi, e non sulla coercizione e Taiwan è una parte di tale rete», riporta Scmp.

Carter ha inoltre ribadito la posizione degli Stati Uniti sulle relazioni Washington-Taipei-Pechino: «Sono un forte sostenitore della politica tradizionale degli Stati Uniti, che favorisce la stabilità e il dialogo attraverso lo stretto, l’attuazione della legge sulle relazioni con Taiwan e una forte relazione non ufficiale con Taiwan, compresa la sfera militare».

Graziella Giangiulio