TAIWAN. Pechino non è ancora pronta per l’invasione

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Nonostante le muscolari esercitazioni nell’area, l’esercito cinese sembra non disporre ancora del mezzo da sbarco e del supporto logistico necessari per effettuare una vera e propria invasione aerea e marittima di Taiwan. Almeno questa è la conclusione tratta dal ministero della Difesa di Taiwan in un rapporto sulle capacità dell’Esercito di liberazione del popolo cinese. Dalla scorsa settimana, Pechino ha tenuto esercitazioni quasi simultanee nei mari Giallo, Orientale e Meridionale della Cina.

Eppure, secondo gli analisti militari taiwanesi, l’esercito cinese non è ancora in grado di superare «l’impegnativo ambiente geologico» dello stretto di Taiwan, un buffer zone naturale per l’isola, riporta Asia Times.

Il rapporto China Military Power Report 2020, presentato al parlamento, afferma che i veicoli da sbarco della Cina e il relativo supporto logistico necessario per lanciare un’incursione notturna a Taiwan ancora non ci sono; il rapporto prevede che questi vincoli avrebbero fatto sì che Pechino avrebbe optato per l’intimidazione militare, compresi gli attacchi missilistici a lungo raggio e i blocchi marittimi e aerei, per costringere Taiwan a sottomettersi in assenza di una guerra vera e propria: «La Cina potrebbe tagliare le vitali linee di comunicazione marittime di Taiwan e bloccare i principali porti per mettere Taiwan a tacere, e l’occupazione delle isole periferiche di Taiwan – come le isole Kinmen e Penghu al largo della provincia del Fujian e l’isola di Taiping nel Mar Cinese Meridionale – potrebbe anche accadere durante questa fase».

Il rapporto ha anche concluso che uno scenario di invasione diretta sarebbe ancora altamente improbabile a meno che il Pla non riesca a raggiungere la supremazia marittima e aerea e a rendere impotente la maggior parte delle forze armate di Taiwan attraverso attacchi missilistici preventivi e blocchi. Il ministero della Difesa di Taiwan non ha risposto immediatamente alle richieste di informazioni inviate via email da Asia Times su come l’isola ha o intende rivedere le sue strategie per tenere conto delle nuove minacce poste dalle 40.000 tonnellate di navi d’assalto anfibie Type 075 del PLA, commissionate all’inizio di quest’anno.

Le navi da sbarco, soprannominate “mini-aeromobili” e le più grandi del loro genere in tutte le marine asiatiche, consentirebbero al PLA di proiettare il potere più lontano nel Pacifico occidentale e nel Mar Cinese Meridionale e si ritiene che siano state progettate pensando a Taiwan. Il rapporto del Ministero della Difesa ha anche detto che i caccia e i bombardieri del PLA hanno sforato i cieli di Taipei in più occasioni a febbraio e agosto di quest’anno. Il rapporto ipotizzava che quelle incursioni fossero state fatte per valutare la reazione dell’isola. Affermava che gli aerei cinesi erano stati raggiunti da aerei da guerra taiwanesi, compresi gli F-16, che erano in volo in “meno di 10 minuti” per respingere una potenziale invasione.

Tommaso dal Passo