TAIWAN. Il 70% degli abitanti combatterebbe contro Pechino

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Una recente indagine statistica rivela che quasi il 70 per cento dei taiwanesi combatterebbero contro le forze di Pechino in caso di invasione, facendo cadere ogni illusione di una pacifica riunificazione sotto il regime comunista. Quasi il 70% degli intervistati ha affermato chiaramente, in un recente sondaggio condotto dalla Taiwan Foundation for Democracy , che si sarebbe unito all’esercito o avrebbe opposto resistenza a modo suo, se la Cina continentale avesse tentato di annettere Taiwan con la forza.

Come riporta Asia Times, probabilmente le violazioni delle frontiere marittime e aeree di Taiwan da parte di Pechino a partire dal 2017 sono responsabili di un diffuso antagonismo tra i taiwanesi, in particolare tra i giovani, come ha osservato il gruppo di analisti a favore dell’indipendenza. Un discreto numero di bombardieri strategici dell’esercito di liberazione del popolo H-6K si sono insinuati nella zona esclusiva della difesa aerea di Taiwan tra il 18 e il 19 aprile, subito dopo che le forse armate cinesi hanno concluso un’esercitazione a fuoco vivo nelle acque ad ovest della linea mediana dello Stretto di Taiwan.

La Fondazione ha detto che era il momento giusto per valutare il sentimento della gente, mentre Pechino contraddiceva la sua posizione politica basata sulla buona volontà con le chiamate fatte dal Pla di riconquistare Taiwan con un raid aereo e un’offensiva anfibia. L’indagine si è svolta dal 12 al 19 gennaio, e sono stati intervistati 1.597 taiwanesi che vivono a Taiwan e nella periferia di Penghu, con un livello di fiducia del 95% e un margine di errore di 3 punti percentuali.

Un totale del 67,7% degli intervistati ha dichiarato di essere disposto ad andare in guerra per difendere Taiwan, se la Cina desse vita ad una vera e propria invasione. L’indagine ha, inoltre, rilevato che quanto più giovane è il rispondente, tanto più avversa è la percezione nei confronti della Cina. D’altra parte, il numero di intervistati che hanno voluto fare la guerra per l’indipendenza di Taiwan è stato del 55%, mentre uno schiacciante 91% ha detto di essere favorevole al mantenimento dello “status quo”, cioè che Taiwan non dichiara la sua indipendenza ufficiale, pur preservando il suo status di fatto sovrano. Solo l’1,5% ha affermato che Taiwan dovrebbe unirsi immediatamente alla terraferma.

L’opinione diffusa che la maggior parte dei giovani taiwanesi sia «congenitamente a favore dell’indipendenza» potrebbe essere messa meglio a fuoco in quanto sono «congenitamente contrari all’unificazione con la Cina», riporta la Central News Agency. Esiste un’evidente correlazione tra i giovani sostenitori della democrazia e di elezioni aperte e i giovani disposti a combattere per difendere Taiwan e la sua democrazia. 

Lucia Giannini