TAIWAN. Con i dazi USA si rischia la guerra commerciale globale

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La decisione degli Stati Uniti di imporre dazi elevati sui prodotti in acciaio e alluminio è una politica protezionistica e minerà il libero scambio globale. Ad unirsi al coro delle proteste è anche Taipei, la denuncia è stata fatta la scorsa settimana dal ministero delle finanze di Taiwan.

Come si ricorderà il 1 marzo, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva annunciato la sua decisione di imporre una tariffa del 25 per cento sui prodotti siderurgici e una tariffa del 10 per cento sui prodotti in alluminio a partire da questa settimana.

Taipei controllerà da vicino l’attuazione dei piani degli Stati Uniti e ne valuterà l’impatto sulle esportazioni taiwanesi, ha fatto sapere il Ministero in una dichiarazione. I mercati azionari negli Stati Uniti e in altri paesi hanno subito pesanti perdite dopo l’annuncio di Trump, dimostrando la preoccupazione di molti investitori secondo i quali una simile mossa possa scatenare una guerra commerciale in tutto il mondo, ha detto il ministero taiwanese. A Taipei la borsa merci ha segnato forti cali nelle azioni delle società siderurgiche. 

Anche Pechino ha lanciato l’allarme sul nuovo corso della politica commerciale del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, temendo impatti negativi sulla ripresa economica globale.

«Gli Stati Uniti hanno varato misure antisovvenzioni sui prodotti di acciaio e alluminio. Se i paesi di tutto il mondo seguiranno i passi degli Stati Uniti, sarà un danno per il commercio globale», ha detto il comunicato il ministero degli Esteri cinese.

Per Pechino l’economia globale è ancora in ripresa e la base di questa ripresa è instabile, quindi «tutti i paesi dovrebbero prendere in considerazione degli sforzi per cooperare e risolvere le questioni rilevanti», invece di imporre barriere unilaterali e restrizioni commerciali.

La Cina ha, quindi, esortato gli Stati Uniti a seguire le regole del commercio multilaterale e a contribuire al commercio internazionale e all’ordine economico. Inoltre, si è detta pronta lavorare con altri paesi per bloccare le conseguenze della mossa degli Stati Uniti. 

Luigi Medici